L’ingerenza umana, la sua presenza arrogante, sta mietendo vittime giorno dopo giorno. Tra i tanti animali e specie che stanno lentamente scomparendo, troviamo anche le giraffe: nel giro di trent’anni, hanno subito un calo drastico pari al 40%. Un dato realmente allarmante che mette in evidenza una condizione silente ma costante, che sta colpendo questo animale dall’altezza smisurata e dall’animo serafico. Le giraffe – di casa in particolare in Africa meridionale e orientale, con piccole unità in Africa occidentale e centrale – sono entrate ufficialmente nella lista rossa della International Union for Conservation of Nature. I dati sono stati divulgati durante l’ultima convention ONU sulla bio-diversità tenutasi a Cancun, in Messico. Un quadro piuttosto preoccupante causato come sempre dall’azione umana.

Nei decenni la lenta estinzione delle giraffe è divenuta realtà a causa dei continui conflitti che ferisco il territorio africano e, di conseguenza, anche gli animali che la abitano. Non solo, tra le motivazioni più rilevati trova tristemente posto anche e principalmente il bracconaggio, dove la giraffa è preda prediletta per la vendita della sua carne molto amata in Congo. In Tanzania invece vi è una forte domanda di midollo osseo e cervello, ambitissimi come ingredienti ottimali per pozioni magiche anti Aids. Tradizione contro eticità, un passo falso che sta incentivando la sparizione di questi animali. A queste problematiche si aggiungono altri due dati importanti: l’aumento demografico e l’ampliamento delle coltivazioni, che stanno riducendo costantemente l’habitat e i territori delle giraffe.

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Una situazione davvero allarmante che trasuda sofferenza e fragilità, ma che inesorabilmente avanza passo dopo passo. Gli unici trend di stabilità positiva giungono dalle riserve, dove le giraffe presenti sopravvivono difese e protette. Ma secondo le ultime ricerche dei nove gruppi di giraffe presenti in natura cinque stanno gradualmente estinguendosi. A questo dato si deve aggiungere la graduale diminuzione di molti volatili, anche loro inseriti in lista rossa, quindi la sopravvivenza precaria di elefanti, rinoceronti al centro del bracconaggio per la vendita dell’avorio.

16 gennaio 2017
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