È finita tragicamente la fuga del piccolo di giraffa Aleksandre, scappato dal Circo Rinaldo Orfei, situato in questi giorni accanto al fiume Santerno a Imola. Il cucciolo aveva preso la via della corsa forsennata, allontanandosi velocemente dalla detenzione forzata. Le sue immagini, catturate dai passanti, avevano fatto subito il giro del Web.

Ritratto in preda alla paura, mentre correva follemente per le strade di Imola, aveva però colpito i cuori dei più sensibili. Un essere delicato, anche se possente, in cerca della tanto agognata libertà. La corsa dell’animale aveva però creato il panico tra i cittadini, non abituati a questo genere di traffico. E sul posto erano accorse le forse di Polizia locale, oltre che i responsabili del circo con l’addestratore.

Con i suoi 920 chilogrammi di peso e i cinque metri di altezza aveva seminato sgomento, ma la sua fuga forsennata era stata arrestata in prossimità della strada che conduce al casello della A14. Bloccato con una serie di anestetici, sparati con un fucile per narcotici, il piccolo di giraffa era crollato a terra e quindi trasportato verso la sede del circo. Ma il sonno aveva condotto alla morte, per collasso cardiocircolatorio, aumentando la rabbia e il malumore.

Non è bastato il dolore dell’ammaestratore per placare gli animi degli animalisti e dei cittadini di Imola, lo stesso Sindaco si è costituito parte civile contro il Circo. Secondo i primi esami la combinazione di stress, paura e anestetico è stata letale per il cuore della piccola giraffa. Ora gli animalisti hanno indetto un sit-in di protesta nei confronti del Circo, che presto sarà costretto a traslocare.

Non è però dello stesso avviso il senatore Carlo Giovanardi, che si è dichiarato solidale con il Circo:

«Sembra incredibile ma il sindaco di Imola, invece di esprimere solidarietà al circo per la morte della loro giraffa, lo vuole cacciare su due piedi come se fosse una associazione criminale. Voglio esprimere affettuosa vicinanza ai lavoratori del circo e alle loro famiglie, circa 100 persone che rischiano di finire sul lastrico, vittime di un fondamentalismo ideologico che antepone gli animali agli uomini e che molto probabilmente è anche la causa dell’inspiegabile liberazione della giraffa».

24 settembre 2012
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento