Il giradito, detto anche patereccio, è un’infezione della dita in prossimità dell’attaccatura dell’unghia. È solitamente causato dall’ingresso nella cute di stafilococchi, streptococchi e altri batteri della saliva: l’infiammazione avviene, infatti, per il vizio di mordersi e strappare le pellicine delle unghie. Sui piedi, in particolare l’alluce, la problematica si verifica invece per microferite e umidiità eccessiva. I sintomi comprendono gonfiore, dolore, pus e la terapia principale è normalmente antibiotica, per evitare che l’infezione si diffonda in altre parti del corpo. Esistono, però, dei rimedi naturali che ne possono aiutare la guarigione?

Oltre a smettere di mangiarsi unghie e pellicine, la via più rapida per evitare questa fastidiosa infezione, si può di certo far ricorso a dei ritrovati naturali ad alto effetto antibatterico. La loro assunzione, tuttavia, deve essere sempre concordata con il medico, per non inficiare altri trattamenti eventualmente in corso.

Acqua e sale

Uno dei rimedi popolari più antichi per ridurre il gonfiore e scacciare i batteri è quello dell’acqua e sale. L’applicazione è molto semplice: basta immergere le dita in acqua salata – preferibilmente fredda – per una decina di minuti, ripetendo l’operazione più volte al giorno. Ma per quale motivo il sale è così efficace? Si tratta del meccanismo di osmosi: semplificando al massimo per favorire la comprensione anche ai non addetti ai lavori, il sale attira a sé l’acqua, strappandola dalle membrane cellulari. Il processo di disidratazione che ne consegue porta alla morte dei batteri.

Cipolla e aglio

Le specifiche proprietà antibatteriche di cipolla e aglio sono note da tempo e certificate anche dalla medicina ufficiale. Non a caso, da sempre vengono consigliati per le infezioni all’apparato respiratorio superiore, in particolare per il mal di gola. Si può quindi pensare di creare un composto cremoso di cipolla e aglio frullandoli in acqua, da applicare sulla zona affetta un paio di volte al giorno. Allo stesso tempo, i due ingredienti possono essere d’aiuto anche all’interno dell’organismo, rinforzando la risposta del sistema immunitario: se ne introducano maggiori quantità nella dieta.

Malva

Malva

Malva, Pixabay

Lenitiva e antibatterica, la malva viene spesso utilizzata per le infiammazioni di varia natura, soprattutto quelle del cavo orale. Le mucillaggini contenute sia nel fusto e nei petali – ovvero delle speciali glicoproteine – creano un’impercettibile strato vischioso impenetrabile dai batteri. Effettuare degli impacchi di malva fredda, oppure immergere le dita direttamente nell’infuso, può aiutare a ridurre il dolore e il gonfiore. Non essendoci problemi di sovraddosaggio, si può ricorrere alla malva più volte al giorno, senza limiti di alcuna sorta. Qualora si decidesse di ricorrere a tisane per un aiuto dall’interno, si ricordi come la malva possa provocare a lungo andare un effetto lassativo.

Arnica e calendula

L’arnica e la calendula sono due fiori da sempre conosciuti per le uniche proprietà contro le infiammazioni. Dall’alto potere antibatterico, sono spesso utilizzati in crema per trattare le ferite superficiali, anche perché favoriscono una rapida cicatrizzazione. Grazie alla sua forza antisettica, la calendula è in grado di ridurre il gonfiore e di lenire il senso di pulsazione che si avverte al dito affetto da patereccio. Allo stesso modo, l’arnica contiene la proliferazione dei batteri, creando per loro un ambiente ostile. Entrambi i prodotti possono essere acquistati in erboristeria e, fortunatamente, non vi sarà il bisogno di ulteriori preparazioni casalinghe: vengono vendute normalmente in crema.

6 ottobre 2013
I vostri commenti
Caterina Uberti, venerdì 29 novembre 2013 alle9:05 ha scritto: rispondi »

Vorrei ricevere info sui rimedi naturali in generale . Grazie

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