Giornata della Tartaruga: 130.000 uccise nel Mediterraneo

Si celebra oggi la Giornata Mondiale della Tartaruga, una ricorrenza nata per proteggere questi affascinanti animali, sempre più minacciati dall’azione dell’uomo. E i dati che provengono dal rapporto “Biodiversità a rischio 2018″ di Legambiente appaiono preoccupanti sul fronte della tutela delle tartarughe, con oltre 130.000 esemplari marini uccisi nel Mediterraneo. La causa principale sono le catture accidentali durante le operazioni di pesca, attività che risultano letali nella maggior parte dei casi.

Le tartarughe marine sono oggi minacciate su più versanti: oltre alla pesca, così come accennato, questi animali risultano fra le prime vittime dell’inquinamento. In particolare, le tartarughe marine sono fra gli esemplari che più ingeriscono plastica abbandonata in acqua, confusa per nutrimento o piccole prede: si stima, infatti, che il 100% delle tartarughe oggi esistenti abbia ingerito porzioni variabili di questo materiale. Alcuni studi condotti nel Tirreno, sulla specie della Caretta caretta, hanno dimostrato come il 71% delle tartarughe abbia ingerito rifiuti, con una media di 16 residui plastici nell’apparato gastrointestinale di ogni rappresentante della specie.

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Non meno pericolosa la già citata pesca: dei 130.000 animali che hanno perso la vita nel Mediterraneo, 70.000 hanno abboccato agli ami destinati ai pesci spada, 40.000 sono finiti in reti a strascico e 23.000 in reti da posta.

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Molte sono le realtà, sparse su tutto il territorio dello Stivale, che cercando di provvedere al benessere e al recupero di questi bellissimi animali. Ad esempio il Centro di Recupero di Legambiente a Manfredonia, così come spiega Il Sole 24 Ore, si è occupato di salvare e recuperare 1.404 tartarughe, il 92% delle quali è rimasto intrappolato o ferito in reti a strascico. Proteggere le tartarughe è fondamentale sia per garantire la biodiversità del Pianeta che per scongiurare il rischio d’estinzione. Sarà quindi necessario, in tempi non troppo estesi, ripensare sia ai consumi che alle modalità di pesca, evitando di riempire ulteriormente i mari con residui di plastica che di catturare per sbaglio questi splendidi animali.

23 maggio 2018
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