Il 13 ottobre è la Giornata Internazionale per la Riduzione dei Disastri Naturali. Il tema di quest’anno è la “Conoscenza per la vita”, perché le conoscenze tradizionali, indigene e locali possono aiutare la scienza nel costruire una resilienza ai disastri naturali, oggi esacerbati dagli effetti dei cambiamenti climatici.

Le ultime 4 edizioni della Giornata Internazionale per la Riduzione dei Disastri Naturali sono state dedicate rispettivamente a bambini, donne, disabili e anziani, le figure più fragili che più soffrono a causa di queste catastrofi, ma alle quali è affidata una buona parte della forza per la ricostruzione e la trasmissione di importanti conoscenze che fanno parte della tradizione e che i popoli devono scambiare tra di loro.

Nel 2014 sono stati 19,3 milioni coloro, soprattutto a causa di siccità, ondate di calore, tempeste e alluvioni, che hanno dovuto lasciare le loro case. Le persone che si definiscono “indigene” in tutto il mondo sono 370 milioni e nella loro cultura può risiedere la speranza per imparare a resistere e a reagire nel modo migliore alle catastrofi naturali. Come spiega l’ONU in una nota:

Molte tradizioni, usi e costumi importanti per la protezione ambientale e la gestione del rischio di disastri sono custodite in lingue che oggi rischiano di sparire.

In contesti rurali e urbani, le persone indigene hanno vulnerabilità ed esigenze uniche nella riduzione del rischio e nel recupero post-catastrofe, e allo stesso tempo hanno capacità e conoscenze uniche.

Proprio quest’anno scade il Quadro d’Azione di Hyogo, adottato nel 2005 da 168 Paesi membri dell’ONU per costruire la resilienza delle nazioni e delle comunità alle catastrofi, ma ci troviamo oggi più che mai a dover affrontare, e non solo nei Paesi poveri, continue ricostruzioni dopo la distruzione.

Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon in un messaggio spiega come il contributo di tutti sia importante per adattarsi alla situazione attuale cercando si superarla con meno rischi possibile:

In questa Giornata internazionale dobbiamo riconoscere gli sforzi delle comunità grandi e piccole che usano la propria saggezza per ridurre il rischio di disastri, e condividere la loro preziosa conoscenza per la vita.

13 ottobre 2015
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