Giornata Nazionale Disabilità 2017: taxi condivisi e boschi certificati

Domenica 3 dicembre ricorre la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1992 per promuovere una più diffusa e approfondita conoscenza sui temi della disabilità e sostenere la piena inclusione delle persone con disabilità in ogni ambito della vita. Quest’anno il tema scelto è la “Trasformazione verso una società sostenibile e resiliente per tutti”.

Anche il mondo della sostenibilità e delle associazioni si mette ogni anno al servizio delle persone disabili proponendo progetti e iniziative che promuovano l’integrazione e l’abbattimento delle barriere architettoniche di ogni tipo. Dai taxi condivisi ai boschi certificati, sono infatti molte le realtà che aiutano le persone con disabilità a fruire delle bellezze della natura e a utilizzare modalità sostenibili per muoversi in città.

Wetaxi, ad esempio, è la prima app che permette di prenotare e condividere il taxi in tempo reale con altri utenti, e ha avviato un’importante collaborazione con UICI –  Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti: nella giornata del 3 dicembre sarà garantito a tutti gli utenti non vedenti che useranno il servizio un 30% di sconto sulla tariffa. Inoltre, UICI e Wetaxi hanno firmato una convenzione per rendere il servizio più conveniente per i non/IPO vedenti per tutto il 2018: Wetaxi rinuncerà infatti ai suoi proventi per effettuare una promozione agli utenti UICI.
L’interfaccia dell’app di Wetaxi risulta completamente fruibile grazie a VoiceOver su iPhone e a Talkback su smartphone Android, permettendo  anche ai non vedenti di prenotare un taxi condiviso in tutta semplicità e di conoscere in anticipo il prezzo della corsa. L’utente può segnalare la presenza di un cane guida e il tassista viene avvisato che il passeggero è non vedente, così da aiutarlo a riconoscere il taxi e a salire a bordo.
Il servizio di Wetaxi, creato da un gruppo di ricercatori e professori proveniente dal Politecnico di Torino, è al momento attivo nel capoluogo piemontese.

“Siamo molto soddisfatti per questa collaborazione, che inizia a dare i suoi frutti”, commenta a nome delll’UICI Torino il presidente Franco Lepore. “Negli ultimi tempi la vita delle persone con disabilità visiva è molto cambiata, grazie alla tecnologia. La mobilità, però, resta un ‘tallone d’Achille’. Muoversi in una città grande come Torino è difficile: ci sono ostacoli e pericoli. Il taxi è un’ottima soluzione (qualche volta l’unica possibile), ma, come noto, finora aveva costi elevati, per molte persone assolutamente impraticabili. Poter contare su tariffe agevolate e su un’applicazione pienamente accessibile rappresenta una preziosa risorsa, che senza dubbio agevola l’autonomia personale dei ciechi e degli ipovedenti. L’esempio di WeTaxi dimostra che, quando c’è una reale volontà di inclusione e quando le aziende sono disponibili a un confronto con le associazioni a tutela dei disabili, si possono raggiungere ottimi risultati”.

Anche la natura può essere alla portata di tutti quando associazioni, volontari e istituzioni collaborano per rendere accessibili i boschi certificati che si trovano in Italia.
A Stenico (TN) è nato il progetto BoscoArteStenico,  il “museo d’arte nella natura” che non soltanto ha ottenuto la certificazione di gestione forestale sostenibile PEFC, ma che vanta il marchio “Open” per un turismo sostenibile che attesta l’accessibilità in autonomia davvero a tutti. Obiettivo del BoscoArteStenico è creare un itinerario in cui le opere di artisti di livello internazionale si fondano nella natura: sono infatti realizzate solo con materiale vegetale proveniente dal bosco o scolpite su tronchi riposizionati.

“Siamo convinti che tutti, sia le prossime generazioni che quelle attuali, abbiano diritto di godere delle ricchezze della natura e di conoscerle da vicino – dichiara Antonio Brunori, Segretario generale PEFC – Per questo come ente di normazione vogliamo che le foreste siano gestite in modo responsabile e che siano fruibili e aperte veramente a tutti in senso strettamente fisico, sensoriale e culturale. Che sia un ragazzo in carrozzella o una mamma con il passeggino, tutti devono quindi poter godere dell’aria pulita e della serenità che dona una passeggiata in un bosco. Boschi che tutti devono poter identificare come luoghi sicuri e amichevoli e che quindi devono essere spiegati, raccontati e conosciuti grazie ad un sistema serio e corretto di gestione e manutenzione”.

2 dicembre 2017
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