Ogni anno il 7 aprile si svolge la Giornata Mondiale della Salute. L’evento quest’anno verrà dedicato alla “sicurezza alimentare“. Siamo nell’anno dell’EXPO di Milano, il cui slogan è “Nutrire il pianeta – energia per la vita”. Il 2015 sarà anche l’anno in cui l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) pubblicherà, per la prima volta, le stime sull’incidenza globale delle Food Borne Diseases (malattie di origine alimentare).

Si tratta di un tema che, sebbene di solito subisca rimbalzi da uno scandalo alimentare all’altro, dovrebbe essere valutato con attenzione e finalmente essere regolamentato in modo uniforme a livello globale. Margaret Chan, direttrice generale dell’OMS, alla Seconda Conferenza Internazionale sulla Nutrizione organizzata insieme alla FAO a Roma, ha affermato che:

La sicurezza alimentare intesa come salubrità degli alimenti è cruciale per poter assicurare a tutti la disponibilità e l’accesso agli alimenti.

Porre l’attenzione su questo tema ha lo scopo di sollecitare i governi a mettere in atto misure in grado di migliorare la sicurezza degli alimenti lungo tutta la catena alimentare, dalla produzione al consumo, e di trovare risposte sostenibili a problemi come la frammentazione delle autorità per la sicurezza alimentare, l’instabilità dei budget e l’assenza di prove che dimostrino gli effetti delle malattie di origine alimentare.

L’OMS rende noto che sono più di 200 le malattie che vengono diffuse attraverso il cibo. Gli effetti dell’ingestione dei cibi contaminati spesso non vengono riconosciuti e non viene quindi preso nessun provvedimento: 2 milioni di persone ogni anno muore per diarrea legata a cause alimentari, soprattutto nelle aree povere del mondo.

Gli alimenti non sicuri creano un circolo vizioso di malattie e malnutrizione, che colpiscono soprattutto neonati, bambini, anziani e persone già ammalate. Questo ha un’influenza anche dal punto di vista sociale ed economico, perché ostacola lo sviluppo, forzando i sistemi di assistenza sanitaria e danneggiando oltre al commercio, anche il turismo. Come si legge nella scheda n° 399 sulla sicurezza alimentare dell’OMS uscita a novembre 2014:

I governi dovrebbero fare della sicurezza alimentare una priorità di salute pubblica, in quanto svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo di politiche e quadri normativi, per stabilire e attuare sistemi efficaci di sicurezza alimentare, per garantire che i produttori alimentari e i fornitori lungo tutta la catena alimentare operino in maniera responsabile e forniscano alimenti sicuri per i consumatori.

Secondo l’OMS i governi dovrebbero:

  • Costruire e mantenere adeguati sistemi e infrastrutture per il cibo (ad esempio, laboratori) per rispondere e gestire i rischi per la sicurezza alimentare lungo tutta la catena alimentare, anche durante le emergenze;
  • Favorire la collaborazione multisettoriale tra sanità pubblica, salute degli animali, agricoltura e altri settori per una migliore comunicazione e azione comune;
  • Integrare la sicurezza alimentare in più ampie politiche alimentari e programmi (ad esempio, sulla nutrizione e la sicurezza alimentare);
  • Pensare globalmente e agire localmente per garantire la produzione di cibo sicuro a livello internazionale.

30 marzo 2015
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