Oggi 22 maggio è la Giornata Mondiale della Biodiversità. È dal 2000 che tale giorno viene dedicata a questo tema, da quando l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite la proclamò per celebrare l’adozione della Convenzione sulla Diversità Biologica firmata nel 1992 a Nairobi, in Kenya, proprio per tutelare la biodiversità del pianeta.

Quest’anno è dedicata in particolare alle isole e al loro tesoro naturale, dove esistono ecosistemi sensibili e fragili. Basti pensare alle barriere coralline messe in pericolo da pesca e turismo, alla riduzione delle mangrovie che non proteggono più dai disastri naturali, alla perdita di zone umide, all’inquinamento e al sovrasfruttamento ittico.

Legambiente per questa giornata riporta i dati del suo rapporto “Biodiversità a rischio 2015“: in Europa sono il 60% le specie in cattivo stato di conservazione e il 77% degli habitat che si trova nelle stesse condizioni. Nel nostro Paese su un campione di 2807 specie italiane di spugne, coralli, squali, razze e coleotteri, ben 596 sono a rischio di estinzione.

Tra gli uccelli quelli che vivono nelle foreste godono di condizioni migliori rispetto a quelli che si trovano negli ambienti agricoli, dal momento che l’intensificazione dell’agricoltura comporta la sparizione della vegetazione naturale, necessaria per la loro vita. Anche per le circa 30 specie di pipistrelli la situazione è peggiorata, per non parlare della pressione esercita a vario titolo dalla pesca commerciale e sportiva.

Questo ci fa capire che probabilmente l’obiettivo di fermare la perdita di biodiversità entro il 2020 non verrà raggiunto, così come quello di arrivare al “buono stato ecologico” per i corpi idrici di acqua dolce entro il 2015, come invece aveva stabilito l’Europa in una Direttiva del 2000. Un recente studio pubblicato su Science rivela poi che il 16% delle specie di piante e animali, se non si metterà un freno al riscaldamento globale, rischierà l’estinzione entro il 2100.

Legambiente sottolinea come siano le fonti inquinanti, lo sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali, la frammentazione degli habitat, i cambiamenti del clima e l’invasione di specie aliene, i principali fattori di rischio a cui siamo sottoposti ormai da molti anni. Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette e biodiversità di Legambiente, asserisce che:

Occorre ridisegnare una strategia di tutela della biodiversità, tenendo ben presente il ruolo che l’agricoltura può avere nella sua salvaguardia, soprattutto nell’anno di EXPO.

È fondamentale anche il contributo che l’agricoltura può dare nella lotta al cambiamento climatico, una delle principali cause di perdita della biodiversità.

Il WWF invece si concentra sulle foreste, nelle quali è custodito l’80% della biodiversità. L’associazione riporta i dati della FAO pubblicati nel rapporto “Global Forest Resources Assessment”: gli ecosistemi forestali coprono il 31% della superficie delle terre emerse, dove il 47% di questi sistemi è costituito da foreste tropicali, il 9% da foreste subtropicali, l’11% da foreste temperate e il 33% da foreste boreali settentrionali. Le persone che vivono grazie alla presenza delle foreste sono 1,6 miliardi in tutto il mondo.

Salvare le foreste, secondo il WWF è anche un investimento che facciamo per il nostro futuro: The Economics of Ecosystems and Biodiversity (TEEB) ha stimato, per difetto, che la perdita globale di biodiversità e dei servizi ecosistemici può essere calcolata con un valore annuo di oltre 50 miliardi di euro; la previsione per il 2050 è che si arrivi ad una perdita 14.000 miliardi di euro.

Per servizi ecosistemici si intendono quelli che sono dei veri e propri “valori naturali” offerti dalle foreste: garantiscono la regolazione del clima globale e dei cicli biogeochimici globali, stabilizzano e arricchiscono il suolo, creano risorse primarie come legno e altri prodotti di largo consumo, generano sicurezza vitale e alimentare per le popolazioni in via di sviluppo che riescono a trarre beneficio dalle foreste senza dover fuggire dal proprio Paese.

Per celebrare questa giornata domenica 24 maggio 80 delle 100 Oasi WWF in tutta Italia saranno aperte al pubblico gratuitamente.

Anche ad EXPO il tema verrà trattato, sia nel Parco della Biodiversità, dove è presente una rappresentazione delle specie e dove è allestita una mostra sulla storia dell’agricoltura, sia nel Cluster dedicato alle Isole Mare e Cibo, in cui si parlerà in particolare della fragilità delle isole del Pacifico, dell’Oceano Indiano occidentale e della regione dei Caraibi.

22 maggio 2015
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WWF
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