Il 22 maggio si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale della Biodiversità, proclamata dalle Nazioni Unite nel 1993 (la data iniziale era quella del 29 dicembre, ndr) per sensibilizzare l’opinione pubblica e i Governi sul tema della conservazione della diversità biologica marina e terrestre.

Proprio gli ecosistemi che popolano mari e oceani sono al centro dell’edizione di quest’anno, dopo che nel 2011 la Giornata Internazionale era stata dedicata al tema delle foreste. Inquinamento, incidenti petroliferi, eccessiva pressione di pesca e traffico navale troppo intenso, infatti, mettono a repentaglio la sopravvivenza della biodiversità marina, oltre che causare ogni anno danni molto ingenti all’economia di intere comunità:

Noi esseri umani, oltre a essere parte integrante della biodiversità, dipendiamo da essa per procurarci cibo, acqua e aria pulite e un clima stabile – ha dichiarato il commissario europeo per l’ambiente, Janez Potočnik – È il nostro capitale naturale, che stiamo spendendo troppo in fretta e tutti noi sappiamo cosa accade quando ci indebitiamo al di là delle nostre possibilità.

L’allarme sulla conservazione delle specie acquatiche si è aggravato in modo particolare negli ultimi anni, come è emerso dal monitoraggio condotto tra il 2000 e il 2007 da circa 2.700 scienziati provenienti da 80 Paesi di tutto il mondo. Gli studiosi hanno portato a termine ben 540 spedizioni nei mari del Pianeta per censire le specie marine conosciute (esclusi i microrganismi).

A loro, e in modo particolare a quelle a rischio di estinzione, è dedicata la Giornata Mondiale della Biodiversità, che sarà celebrata anche in Italia con iniziative di ogni genere. Tra visite guidate, esposizioni, mostre e spettacoli ce n’è davvero per tutti i gusti.

Sarà invece dedicata a una specie terrestre l’iniziativa lanciata da Legambiente in concomitanza con la Giornata della Biodiversità: il Camoscio Day, che celebra gli ultimi 1.500 esemplari di “Rupicapra pyrenaica ornata” che vivono nelle aree protette dell’Appennino.

Proprio i parchi naturali dell’Italia appenninica stanno lavorando da anni per la salvezza della specie, con iniziative di sensibilizzazione ambientale e progetti di ripopolamento. Come il progetto Life Coornata, che ha permesso di individuare anche Parco Regionale del Sirente Velino come area idonea alla reintroduzione del Camoscio appenninico:

Il Life Coornata evidenzia la capacità dei parchi appenninici di fare progetti di sistema, di conservare specie faunistiche di grande importanza e soprattutto di coinvolgere i territori nella condivisione delle scelte – spiega Antonio Nicoletti, responsabile aree protette di Legambiente – Il camoscio appenninico per questi territori rappresenta un’opportunità anche dal punto di vista della promozione e valorizzazione locale.

Per il Camoscio Day sono previsti eventi e visite guidate nelle aree faunistiche, oltre alla premiazione di personalità e operatori che si sono distinti per il loro contributo alla salvaguardia della specie. Il programma della giornata è disponibile sul sito www.camoscioappenninico.it.

22 maggio 2012
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