Giornata mondiale del suolo, Italia lontana dalla messa in sicurezza

Oggi 5 dicembre ricorre la Giornata mondiale del suolo. L’occasione giusta per riflettere sulla mancanza di politiche di tutela e conservazione del suolo in Italia. Un Paese che non investe in prevenzione del rischio idrogeologico e messa in sicurezza del territorio dalle alluvioni, dai terremoti, dalle frane è un Paese che vive uno stato d’emergenza permanente. Lo ha ricordato Legambiente sottolineando l’evidente insufficienza delle risorse destinate a programmi di prevenzione: appena il 2,6% di quelle necessarie.

La cementificazione selvaggia, gli ormai periodici condoni edilizi, lo sfruttamento insostenibile delle spiagge, la mancanza di interventi alle infrastrutture, agli edifici, agli alvei dei fiumi, sommate al declino della superficie agricola, creano una situazione di profondo degrado. Ieri Legambiente, FAI-Fondo Ambiente Italiano, Club Alpino Italiano, Italia Nostra, WWF e Touring Club Italiano hanno sottoscritto una Carta di intenti per “La messa in sicurezza ambientale dell’Italia”. Le sei associazioni ambientaliste chiedono al Governo l’istituzione di un tavolo di confronto permanente che coinvolga istituzioni, ambientalisti, geologi e cittadini nella messa a punto di un piano di tutela del suolo.

La messa in sicurezza del territorio è la più grande opera pubblica, sicuramente quella più necessaria a garantire stabilità al Paese. Un territorio che frana ed è profondamente vulnerabile agli eventi meteorologici estremi non attira investimenti. Prima di procedere alla modernizzazione infrastrutturale e radicale dell’Italia, dai trasporti ai piani di rilancio industriale e turistico in chiave sostenibile, occorre dunque investire in prevenzione del rischio idrogeologico e porre un freno al consumo del suolo.

Il tessuto urbano sta letteralmente esplodendo verso le periferie, sottraendo suolo alle campagne e condannando al degrado e all’incuria i centri storici.  Ogni anno vengono edificati 500 chilometri quadrati di territorio. Per avere un’idea dell’entità del consumo di suolo in Italia,  è come se ogni quattro mesi spuntasse una nuova Milano. La mancanza di una pianificazione sostenibile dell’urbanizzazione presenta un conto molto salato: costruire laddove i fiumi reclamano il loro spazio e corso storico in caso di piena e in aree a rischio frana causa numerose perdite umane ogni anno. I dati diffusi dall’Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Cnr-Irpi,  parlano di oltre 4.000 morti causati da inondazioni e  frane in Italia dal 1960 a oggi.

Ingenti anche i costi economici della mancanza di sicurezza: gli interventi d’emergenza incidono pesantemente sulle casse dello Stato. Pensate che, soltanto tra il 2009 e il 2011,  in Italia i fondi stanziati per affrontare le emergenze causate dal dissesto idrogeologico hanno superato gli 800 milioni di euro. Risorse che potevano essere impiegate in programmi di prevenzione, creando occupazione. Con la messa in sicurezza degli edifici si potrebbero creare fino a 600.ooo posti di lavoro nei prossimi dieci anni. Stando alle stime dell’ANBI, l’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni, il piano per la riduzione del rischio idrogeologico ne creerebbe oltre 47.000. Ogni milione di euro investito in manutenzione del territorio genera 7 posti di lavoro. Gli interventi proposti dall’ANBI nel piano per il 2012 avrebbero un costo complessivo di 6.812 milioni di euro.

5 dicembre 2012
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I vostri commenti
Paola Pagliaro, mercoledì 5 dicembre 2012 alle23:36 ha scritto: rispondi »

esatto, senza contare che l'abusivismo è legittimato purtroppo, periodicamente, dai condoni edilizi.

Silvano Ghezzo, mercoledì 5 dicembre 2012 alle23:26 ha scritto: rispondi »

La troppa popolazione tende a rendere abitabili luoghi che nel passato nessuno sano di mente avrebbe mai scelto per la costruzione di abitazioni.

Paola Pagliaro, mercoledì 5 dicembre 2012 alle19:58 ha scritto: rispondi »

 vero, problema trascurato ma non trascurabile!

Fausto Tosato, mercoledì 5 dicembre 2012 alle19:21 ha scritto: rispondi »

Una giornata piuttosto dimenticata sui media, una giornata di stringente e drammatica attualità.

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