Oggi 5 dicembre 2016 ricorre la Giornata mondiale del suolo, un evento di sensibilizzazione ambientale promosso dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per invitare la popolazione globale a prendersi cura di questa risorsa fondamentale.

La FAO ha celebrato l’evento indicando diverse soluzioni per proteggere le terre coltivate, tra cui la coltivazione dei legumi nei suoli impoveriti e la promozione dell’agricoltura sostenibile.

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Per celebrare la giornata dedicata al suolo decine di associazioni ambientaliste ed agricole europee hanno unito le forze, promuovendo una petizione ufficiale (ICE, Iniziativa dei Cittadini Europei) rivolta alle autorità UE. La petizione People4soil è stata lanciata da 430 organizzazioni con l’obiettivo di spingere gli organi europei a redigere e ad approvare una nuova direttiva volta a difendere il suolo e l’agricoltura sostenibile dalle minacce della cementificazione, dell’urbanizzazione selvaggia e delle speculazioni.

In Italia a promuovere l’iniziativa è stato il coordinamento #salvailsuolo che vede unite la Coldiretti, l’ACLI, il FAI, Legambiente, l’INU, la LIPU, Slow Food e il WWF. Per firmare la petizione è possibile visitare il portale italiano dedicato all’iniziativa all’indirizzo www.salvailsuolo.it.

giornata mondiale suolo 2016 logo

Le associazioni in una nota hanno ricordato che negli ultimi 50 anni l’Europa ha perso una superficie di suoli agricoli estesa quanto l’intera Ungheria. Secondo gli ultimi dati diffusi dalla Coldiretti in Italia negli ultimi 25 anni è andato perduto ben il 28% delle terre coltivate. L’88,3% dei Comuni italiani ora è a rischio frane e alluvioni.

Migliaia di ettari un tempo adibiti alla produzione agricola sono stati divorati dal cemento, con effetti economici, ambientali e sociali devastanti: dalla perdita di biodiversità al calo del reddito dei piccoli agricoli; dall’aumento del rischio idrogeologico allo scempio dei paesaggi naturali.

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Strade, autostrade, nuovi quartieri residenziali e centri commerciali in Europa sottraggono ogni anno ben 1000 km2 di terreno alle coltivazioni, riducendo la capacità degli Stati membri di rispondere al fabbisogno interno di prodotti agroalimentari.

Il consumo eccessivo di suolo in Europa sta causando gravi danni anche nei Paesi in via di sviluppo. L’aumento della richiesta di prodotti agroalimentari proveniente dagli Stati membri sta favorendo i grandi proprietari terrieri che sottraggono il terreno ai piccoli contadini, privandoli della loro unica fonte di reddito e sostentamento.

I suoli dei Paesi in via di sviluppo, un tempo coltivati solo per soddisfare il fabbisogno della popolazione locale, sono ora adibiti all’agricoltura intensiva e sovrasfruttati. Spinti dalla fame e dalla povertà migliaia di africani stanno emigrando proprio verso i Paesi europei, alla ricerca del cibo che gli è stato sottratto dagli speculatori.

Il suolo europeo è minacciato anche dall’inquinamento. Oltre 250 mila siti sono ormai compromessi. La metà dei terreni agricoli è povera di nutrienti e non riesce a garantire raccolti di qualità.

A queste minacce si aggiungono l’erosione, le frane, le alluvioni e la desertificazione, fenomeni naturali esacerbati dai cambiamenti climatici.

Le associazioni ambientaliste e agricole europee sottolineano che l’approvazione di norme vincolanti per la protezione del suolo in tutti gli Stati membri è un passo fondamentale per preservare le tante funzioni di questa risorsa: dalla capacità di stoccare CO2 alla produzione agroalimentare.

La nuova direttiva dovrà obbligare le autorità di ciascuno Stato membro a bonificare i suoli compromessi dall’inquinamento e a contrastare attivamente la cementificazione selvaggia.

La petizione è già stata firmata da 25 mila cittadini italiani. L’obiettivo dei promotori è raggiungere la quota di un milione di firme entro settembre 2017.

5 dicembre 2016
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I vostri commenti
Silvano, lunedì 5 dicembre 2016 alle21:28 ha scritto: rispondi »

7 miliardi di persone in forte aumento, questo è il vero problema che nessuno mette mai in campo.

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