Oggi 16 ottobre 2015 ricorre la Giornata Mondiale dell’Alimentazione. A questo proposito il WWF ha voluto riportare l’attenzione sul fatto che cambiamenti climatici e agricoltura globale sono legati a doppio filo, fattore di rischio e al contempo vittima l’uno dell’altra: come riportato dal WWF si deve alle pratiche agricole e zootecniche il 35% delle emissioni di anidride carbonica, metano e protossido di azoto, delle quali il 18% dovute alla sola zootecnia.

Il WWF intende però ricordare in questa Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2015 che se il clima è influenzato dalla produzione di gas serra da parte dell’agricoltura globale, l’approvvigionamento di generi alimentari è uno dei primi settori colpiti dagli eventi meteorologici estremi e dai fenomeni legati ai cambiamenti climatici (siccità, inondazioni, frane ecc.). Un impatto che rischia di riportare la lotta alla fame nel mondo indietro di decenni secondo quanto ha dichiarato Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia:

La fame che ancora oggi persiste nel mondo non è dovuta al fatto che non si produce abbastanza cibo, ma alla mancanza di accesso al cibo. Produrre cibo per tutti è una condizione necessaria, ma non sufficiente per la sicurezza alimentare in un mondo che oggi ha già oltre 7.3 miliardi di abitanti e che ne avrà 9,7 miliardi nel 2050 secondo le ultime proiezioni ONU.

L’impatto del cambiamento climatico sulla produzione alimentare e gli effetti di pratiche agricole dannose per il clima sono già una realtà: l’obiettivo è quello di creare sistemi alimentari fortemente integrati con la vitalità dei sistemi naturali e della biodiversità (il nostro capitale naturale costituito da suolo, acqua, foreste e specie ecc. ), che producano con il minor danno per l’ambiente e il clima.

A questo proposito il WWF presenterà inoltre, il prossimo 18 ottobre 2015 presso Expo Milano, il Report “Il clima nel piatto”. Nel documento è racchiuso un “Decalogo per l’alimentazione salvaclima”, che fa capo ad alcune macroaree come la gestione degli stock ittici e delle risorse agricole, prezzi alle stelle a causa degli effetti climatici sulle produzioni alimentari e spreco alimentare. Come ha dichiarato Eva Alessi, responsabile sostenibilità del WWF Italia:

È necessario un approccio alimentare più sostenibile, capace di ridurre significativamente gli impatti sui sistemi naturali e la biodiversità e di integrare in modo equilibrato le diverse componenti dell’alimentazione, come nel caso della Dieta Mediterranea, in modo da rispondere anche ad esigenze di benessere fisico e di salute. È necessario agire per una drastica riduzione dei consumi di prodotti animali, scegliendo una dieta “amica del clima che viene indicata nel nostro Rapporto.

16 ottobre 2015
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