Dal 1981, il 16 ottobre si celebra la Giornata mondiale dell’alimentazione, per commemorare la nascita dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, ma anche per ricordare che sono ancora 805 milioni le persone che nel periodo 2012-2014, hanno sofferto la fame.

Un numero calato rispetto ai dati del 2011-2013 (842 milioni), al quale si somma il raggiungimento dell’Obiettivo di sviluppo del Millennio, da parte di 63 Paesi in via di sviluppo, di dimezzare entro il 2015, la percentuale di sottonutrizione cronica. Ciò nonostante, la strada per sconfiggere questo problema è ancora lunga.

In particolare il tema di quest’anno è “Agricoltura familiare: nutrire il mondo, preservare il pianeta”. Si perché la cosiddetta agricoltura familiare, che fa riferimento all’autoproduzione e alle piccole aziende a conduzione familiare, ha un ruolo molto importante nel contesto agricolo mondiale. Queste ultime sono 500 milioni, tra i 570 milioni del totale di aziende agricole di tutto il mondo e per il 70% dei casi si inserisce in contesti di insicurezza alimentare delle aree rurali.

Questa parte dell’agricoltura ha un importante ruolo socioeconomico, ambientale e culturale che merita di essere rafforzato con l’innovazione. Un’innovazione che deve passare per la partecipazione, l’elaborazione, la condivisione e la diffusione di una conoscenza in grado di costruire una nuova solida base per l’agricoltura.

L’agricoltura familiare può dare un contributo fondamentale alla sicurezza alimentare e allo sviluppo sostenibile, lo dimostrano i dati presentati nel rapporto annuale  sullo  Stato  dell’alimentazione  e  dell’agricoltura (SOFA). Sono realtà che si inseriscono nel territorio e che possono stimolare l’economia locale e innescare dinamiche di mercato virtuose. La popolazione mondiale sta crescendo ed entro il 2050 saremo 9 miliardi:

Negli ultimi decenni è profondamente cambiato il modo di produrre, commercializzare e consumare  il cibo.

Scrive José Graziano da Silva, direttore generale della FAO, che aggiunge:

Una popolazione mondiale in crescita e sempre più urbanizzata sta facendo affidamento sul cibo prodotto da una percentuale di agricoltori molto ridotta rispetto a quella del periodo successivo alla Seconda guerra mondiale.

È chiaro che questo non è più sostenibile, dovranno essere messi in atto una serie di adattamenti da parte degli agricoltori, dei governi, delle organizzazioni dei produttori e degli enti di divulgazione e ricerca. Serve un migliore utilizzo e un più facile accesso alle risorse naturali, sociali e umane.

In tutto questo il ruolo delle donne e dei giovani è cruciale, entrambi sono essenziali per l’impresa e il lavoro, ma alle donne spesso vengono negati i diritti legati alla proprietà della terra e i giovani invece, tendono ad abbandonare la vita rurale, in cerca di condizioni di vita migliori che la campagna non offre.

Sono molti gli appuntamenti che sono stati organizzati, soprattutto nella Capitale, per porre l’attenzione su questi problemi:

  • Il seminario internazionale “Il ruolo cruciale dell’agricoltura familiare: dal seme al cibo, nutrire il mondo preservando il pianeta”, organizzato dal ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo e tenutosi ieri, 15 ottobre a Roma;
  • La presentazione del “Rapporto annuale sul cibo e l’agricoltura” a Roma;
  • Un concorso fotografico che raccoglie gli scatti riguardanti cibo e corretta alimentazione;
  • La “Hunger Run”, giunta alla sua nona edizione;
  • La seconda conferenza internazionale sulla Nutrizione: “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, organizzata da da FAO e OMS, che si terrà a Roma dal 19 al 21 novembre;
  • Varie attività di sensibilizzazione per gli alunni della scuola primaria e secondaria, in collaborazione con il MIUR con approfondimenti sulle tematiche relative all’agricoltura familiare;

Per l’occasione Green Cross e Il Salvagente hanno ideato un questionario on line per sensibilizzare all’uso delle risorse, sugli sprechi e alla sostenibilità.

16 ottobre 2014
Fonte:
FAO
Via:
Lascia un commento