Alla vigilia della Giornata Mondiale dell’Acqua 2016 il WWF scrive ai deputati italiani. Agli eletti della Camera l’associazione ambientalista ha chiesto di impegnarsi affinché venga rispettata la volontà popolare espressa con il referendum del 2011 sul servizio idrico.

A scatenare la preoccupazione del WWF una serie di emendamenti alla proposta di legge sull’acqua, presentati nei giorni scorsi da alcuni esponenti del PD e sui quali si sono abbattute le aspre critiche dei deputati di Movimento 5 Stelle e SEL. La richiesta avanzata dagli ambientalisti è semplice: il ritiro degli emendamenti con il conseguente ritorno al testo originale.

Qualora gli emendamenti divenissero parte integrante della legge si tradirebbe lo spirito emerso dal referendum sull’acqua del 2011 con il quale è stato chiesto, secondo quanto riporta il WWF, che la gestione del servizio idrico e la proprietà delle infrastrutture restassero in mano pubblica.

Il Governo è quindi invitato dal WWF a rispettare la volontà espressa da 26 milioni di italiani e non utilizzare tale occasione per riavviare il processo di privatizzazione dell’acqua pubblica.

L’associazione ricorda infine al Governo l’inadempienza dell’Italia verso alcune direttive europee, tra le quali quella sulla Depurazione dei reflui (Direttiva 91/271/CEE) e quella relativa alla Direttiva Quadro Acque (Direttiva 2000/60/CE). Il rischio in caso di mancato adeguamento è una serie di “infrazioni” che costerebbero caro al Paese: 500 milioni all’anno.

21 marzo 2016
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento