Oggi, 21 marzo, è la Giornata Internazionale delle Foreste indetta dalle Nazioni Unite. Quest’anno il tema è “Le Foreste e l’acqua” per richiamare anche la giornata di domani, la Giornata Mondiale dell’Acqua. Le foreste attraverso i bacini idrografici nelle aree di bosco e nelle zone umide, forniscono il 75% dell’acqua che viene utilizzata ogni giorno dalle popolazioni di tutto il mondo.

Sono circa un terzo del totale le grandi città del Pianeta che derivano una parte importante della loro acqua potabile direttamente dalle aree protette boschive, complessivamente 238 milioni di persone. Tra queste città vi sono New York, Bogotà, Tokyo e Barcellona.

Solo il 2,5% dell’acqua presente nel nostro Pianeta è acqua dolce, che può essere quindi utilizzata per il consumo domestico, per l’agricoltura e per l’industria. È solo l’1% la parte alla quale le persone riescono ad accedere. Il 75% si trova sotto forma di ghiaccio nelle calotte polari, molta parte è presente come umidità del terreno o si trova nelle profondità del suolo.

L’80% della popolazione mondiale è sottoposto alla grave minaccia della mancata sicurezza di questa risorsa. Secondo la FAO saranno 2,3 miliardi le persone che entro il 2050 vivranno in aree sottoposte a grave stress idrico: in particolare nell’Africa del Nord e del Sud e in Asia meridionale e centrale.

Di fronte a questi dati è facile capire come le foreste siano una risorsa preziosissima, fondamentale per la nostra vita. Da loro dipendono direttamente per il loro sostentamento 1,6 miliardi di persone. Le foreste sono parte fondamentale del ciclo dell’acqua: filtrano l’acqua che va a finire nei laghi, nei fiumi, nei corsi d’acqua e nelle falde acquifere, traspirano umidità in atmosfera, contribuendo alla formazione delle nuvole e della pioggia.

Sono però fondamentali anche come tampone all’innalzamento dei livelli di anidride carbonica atmosferica, grazie alla loro capacità di immagazzinare il carbonio. Creano delle oasi in cui si può trovare rifugio dalle alte temperature, soprattutto nei Paesi in cui, in particolare d’estate, si raggiungono livelli di caldo sempre più da record. Infine, grazie alle radici degli alberi, danno struttura al suolo e permettono di proteggerlo dai rischi del dissesto idrogeologico, diminuendo anche l’effetto del ruscellamento durante gli eventi meteorici estremi, sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici.

La più grave minaccia per questa risorsa, che ospita anche l’80% della biodiversità terrestre in termini di animali, piante e insetti, è la deforestazione: 13 milioni di ettari vengono ancora distrutti ogni anno, anche se rispetto al 1990 il tasso di riduzione delle foreste, tagliate in modo più o meno legale, si è ridotto del 50%. Il problema della deforestazione provoca una percentuale delle emissioni totali di gas serra che va da un 12% ad un 20%.

Una migliore gestione delle foreste comporterebbe dei notevoli vantaggi economici. Secondo un’indagine condotta negli Stati Uniti, il costo del trattamento dell’acqua in zone di bacino che hanno una copertura forestale del 60% è la metà di quello di sistemi con copertura forestale del 30%. Le stime dicono che ogni dollaro investito nella protezione delle foreste potrebbe evitare una spesa, che va da 7,5 a 200 dollari, di costi per nuovi impianti di trattamento e di filtrazione delle acque.

21 marzo 2016
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Fonte:
UN
Via:
FAO
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, martedì 22 marzo 2016 alle1:36 ha scritto: rispondi »

Purtroppo il fenomeno darà vita ad enormi migrazioni provenienti da quei territori sovrappopolati.

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