Giornata dell’Alimentazione: pesca sostenibile, WWF lancia Fish Forward

Il WWF ha scelto la Giornata mondiale dell’Alimentazione per lanciare una nuova iniziativa contro il sovrasfruttamento degli oceani. Proprio quello marino risulterebbe essere uno degli ambienti più sfruttati della Terra, spiega l’associazione ambientalista, che ha sottolineato come sia sottoposto a sfruttamento eccessivo il 33% degli stock ittici e venga sfruttato al suo limite massimo oltre il 60%.

Sovrasfruttamento e cambiamenti climatici mettono a rischio l’alimentazione nonché la stessa sopravvivenza dell’umanità secondo quanto sottolineato da Donatella Bianchi, presidente WWF Italia, che ha dichiarato:

Lo sfruttamento degli oceani mette a rischio la sopravvivenza di buona parte dell’umanità, non solo la sicurezza di circa un miliardo di persone che dipendono, direttamente o indirettamente dalle risorse ittiche come fonte di cibo e di reddito, comunità che vivono soprattutto in paesi in via di sviluppo. I mari e gli oceani ricoprono gran parte del nostro pianeta, alterarne gli equilibri ecosistemici potrebbe provocare danni irreversibili. Nella Giornata Mondiale dell’Alimentazione la parola d’ordine è consapevolezza ed educazione ai consumi.

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La Giornata mondiale dell’Alimentazione è quindi l’occasione scelta dal WWF per lanciare un’allarme attraverso una campagna di comunicazione paneuropea e multimediale, denominata Fish Forward (cofinanziata dall’UE), il cui slogan è “Questa specie presto sparirà (anche il pesce)”. La frase serve a sottolineare il legame tra i rischi per l’alimentazione umana e per la sopravvivenza stessa di alcune specie marine.

L’obiettivo è quello di sensibilizzare i consumatori europei verso un consumo di pesce più sostenibile. A questo proposito il WWF ha messo a disposizione dei cittadini italiani ed europei la sua guida online, presente sul sito pescesostenibile.wwf.it.

Tra i mari sovrasfruttati anche il Mediterraneo, come testimoniano i dati WWF sugli stock ittici del Mare Nostrum (sovrasfruttato oltre l’80%). Una minaccia per i pescatori artigianali e per le comunità costiere, prosegue l’associazione, che dalla pesca sostenibile ricavano quanto necessario per vivere. Come ha dichiarato Giuseppe, pescatore artigianale intervistato dai volontari del WWF:

La cultura della pesca è una parte fondamentale della tradizione dei paesi mediterranei. Anche la mamma e la signora che vanno a fare la spesa devono comprendere l’importanza del prodotto che hanno davanti. Non è più possibile che una persona al supermercato o in pescheria, guardi il banco e trovi “merluzzo: 3 euro al chilo” senza farsi domande. Quel merluzzo non è un pesce, è una storia, è un film, che la persona che lo va a comprare e a mangiare deve conoscere.

16 ottobre 2018
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