Giornali cartacei e online: il costo in CO2 è simile

Un’associazione ambientalista danese tempo fa aggiunse nell’elenco dei consigli da seguire per un comportamento rispettoso della natura la voce: disdire ogni abbonamento con giornali in carta stampata e affidarsi il più possibile ai media informatici. Si tratta di un consiglio le cui ragioni sono molto intuitive: la stampa comporta sia l’utilizzo di energia, sia il consumo di carta, dunque di cellulosa. In parole povere, Internet sarebbe amico delle foreste e aiuterebbe a combattere le emissioni di CO2.

Nuovi studi però rovesciano la prospettiva, smentendo l’associazione danese. Secondo WAN-IFRA (World Association of Newspapers and News Publishers) la situazione è un po’ più complessa di quanto appaia a prima vista. Intanto, la stampa con dei comuni quotidiani è molto più economica, energeticamente parlando, di quanto non si pensi. Inoltre, le ultime ricerche dimostrano come la dimensione complessiva dei terreni boschivi in Europa è comunque in crescita negli ultimi decenni.

Se poi guardiamo all’impronta del carbonio, il vantaggio dell’internet press è molto “virtuale”. Infatti, è legato ai comportamenti degli utenti, dei tempi di visualizzazione, della luminosità degli schemi, ecc. Senza contare il rischio che qualcuno stampi il testo di un articolo per procedere a una più comoda lettura. Anche la forma grafica del sito ha un suo impatto nei consumi e non è raro che alcuni prodotti siano complessivamente più inquinanti del classico giornale.

Probabilmente il tempo per mandare in pensione Gutenberg non è ancora arrivato, ma, per chi volesse approfondire, WAN-IFRA ha pubblicato un pdf con consigli su come ridurre il nostro impatto ambientale mentre navighiamo su Internet in cerca di news. La raccomandazione, ovviamente, è quella di non stamparne il contenuto. Sarebbe quantomeno paradossale.

6 novembre 2012
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