Gino, il cane che vuole vivere libero

Si chiama Gino ed è un simpatico cane dall’indole libera e indipendente. La sua è una vita senza regole, senza imposizioni, sempre alla ricerca di stimoli nuovi e spazi aperti dove correre libero. Ma Gino non è un essere randagio e solo, bensì un animale di affezione a cui il proprietario concede il beneficio della totale indipendenza. Per questo il cane ha sempre seguito odori e profumi della zona di Fiastra, dove vive, in particolare lo spazio riguardante la Riserva Abbadia.

Maurizio Serafine, che lo cura e lo sfama, non vuole per il suo amico imposizioni troppo nette, decise dall’uomo e quindi a suo dire innaturali. A Gino perciò, fino al luglio del 2013, era consentito girare per gli spazi naturali della campagna senza collare, catene e microchip. Poteva cacciare le sue prede e rincorrere le cagnoline della zona, seguendo la sua indole di cane non sterilizzato, per poi far ritorno a casa. Ma gli abitanti dell’area non concordavano con la scelta, per questo era intervenuta la Forestale multando per ben tre volte il proprietario.

Complici le molteplici segnalazioni di un Labrador allo stato brado, nel luglio 2013 Gino è sparito nel nulla, gettando nel panico la sua famiglia. Dopo settimane di ricerche Maurizio ha pensato che il quadrupede fosse morto, quindi si è recato al canile di Tolentino per cercare un nuovo amico da adottare. Tra i tanti ospiti del rifugio però l’uomo è incappato in una sorpresa: il suo Gino che lo chiamava. Sprovvisto di microchip è stato il cane a riconoscere Maurizio, abbaiando a più non posso per attirare la sua attenzione. Il canile ha quindi effettuato l’impianto del microchip e riconsegnato il cane al suo amico.

Grande gioia in casa Serafine dove, per tre giorni, il cane non ha lasciato il giardino. Ma superata la paura e preda dell’istinto, Gino si è lanciato in nuove avventure, superando il fiume e raggiungendo l’Abbadia. È il suo posto del cuore: qui gioca con altri cani e i bambini del luogo, riesce a recuperare qualche bocconcino e si sente libero. Come ogni sera, però, riprende la via di casa per raggiungere la sua famiglia. Ma i nuovi avvistamenti hanno prodotto altre segnalazioni, la Forestale ha quindi chiesto all’uomo di costruire un recinto per Gino pena nuove multe.

Maurizio ha quindi ceduto alle regole costruendo recinto e tettoia, che Gino ha prontamente saltato. Ora il cane è a catena e piange da giorni ininterrottamente. L’uomo soffre nel vederlo così, per il suo cane non riesce a concepire regole che lo vincolino, una sterilizzazione che possa bloccare le fughe, quindi collari, guinzagli, cibo industriale e cappottini alla moda. Per lui desidera solo gioia. Che sia pronto a liberare nuovamente il suo cane?

29 aprile 2014
I vostri commenti
ELY, martedì 29 aprile 2014 alle13:28 ha scritto: rispondi »

PENSO CHE SIAMO DIVENTATI UN PO' TROPPO SOFISTICATI!!!! SOLO UNA QUINDICINA D'ANNI FA ERA TUTTO PIù SEMPLICE! ADESSO, NONOSTANTE LA LEGGE SI SIA ACCORTA ANCHE DEI NOSTRI AMICI PELOSETTI, LA GENTE MI SEMBRA MOLTO PIù INTOLLERANTE!!!! O SBAGLIO?

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