Sta diventando sempre più di moda, sia perché semplice da eseguire nonché per i suoi risultati duraturi nel tempo. E forse anche poiché, in un’era dove in molti inseguono la bellezza, agisce proprio dove i segni del tempo si rendono più evidenti. La ginnastica facciale, secondo alcuni definita anche yoga facciale, è diventata una vera e propria mania a livello mondiale. Ma quali sono i suoi benefici e, non ultimo, quali esercizi possono essere facilmente riprodotti anche a casa?

Dai risultati veloci, e soprattutto costanti nel tempo, la ginnastica facciale nasce con lo scopo di allenare i muscoli del volto, nonché per ridonare tono ai tessuti. Un vero e proprio toccasana, in altre parole, per mantenere la pelle giovane, priva di rughe, nonché un aspetto fresco e brillante. Di seguito, le caratteristiche principali di questa disciplina.

Ginnastica facciale: i benefici

Così come accennato, la ginnastica facciale è una disciplina che si propone di allenare i muscoli del viso, per garantire un maggiore tono al volto, nonché mantenere elastica la pelle: proprio l’elasticità, infatti, è uno dei principali fattori di contrasto delle rughe, uno dei segni più evidenti del passare del tempo. Allo stesso modo, gli esercizi previsti dalla ginnastica facciale possono risultare utili per la riabilitazione dopo traumi, ma trova spazio anche in alcune discipline scientifiche connesse all’espressione, quali la logopedia.

L’allenamento consiste in facili esercizi, molto simili alle classiche smorfie, da eseguire in completa autonomia a seguito di un breve periodo di apprendimento con uno specialista. Il beneficio primario di questa pratica è quello di ridonare giovinezza al volto: rassodando i muscoli, o stimolando aree del volto non sempre coinvolte dai quotidiani movimenti, si viene infatti a creare una sorta di effetto lifting. Il viso appare più compatto e sollevato, mentre la rinnovata elasticità della pelle tende a compensare i solchi dovuti dalle rughe. Non è però tutto, poiché la ginnastica facciale può portare anche a piacevoli miglioramenti sul tono dell’umore: oltre a essere divertente da eseguire, è liberatoria e aiuta a sciogliere lo stress.

Oltre all’ambito estetico, questa disciplina esprime delle potenzialità anche in quello medico, ad esempio per il recupero della funzionalità dei muscoli del viso, come quelli mascellari, a seguito di un trauma. Per queste applicazioni, tuttavia, il parere del medico e dello specialista rimane imprescindibile. Non tutti, infatti, si possono sottoporre alla ginnastica facciale, soprattutto con il fai da te: chi soffre di problemi mandibolari, come la malocclusione, potrebbe infatti peggiorare la propria situazione scegliendo esercizi poco idonei. Inoltre, senza l’adeguata preparazione e la consapevolezza dell’allenamento, si possono verificare spiacevoli effetti transitori, quali dolore alla mascella, formicolii e crampi.

Ginnastica facciale: alcuni esercizi

Verificata con lo specialista la possibilità di lanciarsi in un allenamento di ginnastica facciale, sarà possibile avviare l’allenamento. Bisognerà prestare alla disciplina uno spazio quotidiano, fatta eccezione per tempistiche diverse definite dallo specialista, per almeno 5-10 minuti e approfittando dell’ausilio dello specchio. Osservare la propria immagine mentre si esegue la routine quotidiana, infatti, non solo aiuterà l’esecuzione dell’esercizio, ma permetterà di identificare rapidamente eventuali errori e porvi rimedio.

La ginnastica facciale è solitamente molto utile per le rughe d’espressione e, almeno in linea generale, vede esercizi specifici per le aree del volto più coinvolte. Di seguito:

  • Fronte: per limitare l’evidenza delle rughe, ma anche risollevare delle palpebre calanti, è sufficiente aggrottare la fronte, mantenendo la posizione pochi secondi, come se si stesse assumendo un’espressione stupida. Seguirà quindi una fase di riposo muscolare, di circa una decina di secondi, dopodiché l’esercizio potrà essere ripetuto;
  • Occhi: non capita di rado che, sul lato esterno dell’occhio, si formino delle rughe, molto evidenti quando si sorride. Per combattere le classiche zampe di gallina, bisogna innanzitutto riabituare gli occhi al movimento, ridonando così elasticità ai tessuti circostanti. Mantenendo collo e testa fermi, si guardi prima all’estrema destra e poi all’estrema sinistra, quindi in alto e poi in basso. Per aiutare le palpebre calanti, invece, si potrà sbattere gli occhi ripetutamente per circa 5 secondi, quindi sbarrarli per altri due, assumendo un’espressione di sorpresa;
  • Labbra: il contorno labbra, soprattutto all’aumentare degli anni, può caratterizzarsi ben presto per le sue antiestetiche rughette. Per allenare la muscolatura, sarà sufficiente stringere le labbra come se si volesse dare un bacio, mantenere la posizione circa cinque secondi, dopodiché lanciarsi in un grande sorriso, raggiungendo la massima apertura della bocca possibile.

Così come già accennato, quelli illustrati sono solo degli esempi, non sempre universali: il parere dello specialista, quindi, rimane inevitabile.

18 settembre 2016
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