Il ginepro è una pianta molto diffusa in Italia, spesso scelta come alberello ornamentale data la sua forma affusolata e la buona resistenza alle intemperie. Non a tutti sarà noto, però, come le bacche prodotte da questo albero siano da secoli utilizzate per i più vari rimedi naturali. Quali sono, di conseguenza, le patologie per cui il ginepro può essere indicato?

Il Juniperus communis, questo il nome scientifico, è un arbusto della famiglia delle Cupressaceae. Di altezze non superiori ai tre metri, la pianta cresce spontaneamente in Europa, in Africa settentrionale, negli Stati Uniti, in Canada e in gran parte dell’Asia. Si caratterizza per l’alta adattabilità ai climi temperati ma tendenti al freddo, spesso in luoghi particolarmente ventosi e in montagna fino ai 1.500 metri. Le bacche prodotte, dette anche galbuli, vengono normalmente utilizzate agli scopi di cura, sopratutto tramite olio essenziale, infusi o tisane. Di seguito, le caratteristiche.

Proprietà

Bacche di ginepro

Wooden bowl with seeds of juniper. Selective focus via Shutterstock

Come già accennato, per le terapie naturali del ginepro vengono sfruttare le bacche. Queste sono ricche di un olio essenziale caratterizzato da monoterpeni, quindi da antociani, flavonoidi, tannini e resine varie. In particolare, gli abbondanti acidi diterpenici stimolano il tessuto dei reni, facilitando così le funzioni diuretiche dell’organismo. Allo stesso modo, manifestano un’azione antisettica di contrasto a gran parte dei batteri che colonizzano le vie urinarie, come l’Escherichia coli o lo Stafilococco aureo. Per questi motivi, al ginepro è stato associato principalmente un uso depurativo, ma può essere indicato per alcune blande patologie dello stomaco, così come ritrovato anti-reumatismi grazie alle sue interazioni con muscoli e articolazioni.

Considerato come i suoi effetti diretti e indiretti possano essere importanti, un trattamento a base di ginepro non è mai consigliato senza il parere del proprio medico curante. Esistono infatti delle reazioni avverse e delle specifiche controindicazioni, sia a livello patologico che d’interazione con altri farmaci, che potrebbero rendere la sua assunzione non auspicabile. Meglio, allora, evitare l’automedicazione.

Usi comuni

Bacche di ginepro

Juniper berries via Shutterstock

Il ginepro, così come già spiegato, è assunto solitamente in forma di estratti delle bacche, olio essenziale, infuso o tisana. Può essere utilizzato in cucina, sempre con la solita cautela per i suoi possibili effetti. Sono inoltre diversi i disturbi per cui può essere indicato, poiché le attività antisettiche e antibatteriche non si manifestano ovviamente solo a livello dei reni e del tratto urinario. Di seguito, le possibili applicazioni, da vagliare sempre con l’aiuto di uno specialista:

  • Vie respiratorie: sin dai tempi antichi, al ginepro si fa ricorso per trattare le infezioni delle vie respiratorie, in particolare ai bronchi, dovute ai piccoli malanni dell’inverno. Si sostiene abbiano un effetto sedativo, in particolare della tosse, e che aiutino a combattere la presenza di batteri;
  • Stomaco: le bacche di ginepro sono da sempre utilizzate per agevolare la digestione, poiché migliorano i processi di scomposizione dei cibi e possono aiutare a liberare uno stomaco pigro. L’effetto può presentarsi anche a livello intestinale, con un’accelerazione del transito;
  • Reumatismi e crampi: l’olio essenziale, da utilizzare in applicazione topica magari durante un massaggio, può essere un valido aiuto per combattere tutti quei dolori che affliggono i muscoli e le articolazioni. Oltre a specifiche attività anti-reumatiche, infatti, l’olio aiuta la distensione di muscoli e nervi e combatte efficacemente dolore localizzato e crampi;
  • Diuresi: così come si è già visto, i principi attivi contenuti nelle bacche di ginepro possono avere degli effetti diuretici, poiché stimolano le funzioni dei reni e la disinfezione urinaria. Questa applicazione, tuttavia, non è esente da effetti avversi, di conseguenza dovrebbe essere scelta sotto stretto controllo medico. Inoltre, qualora si soffrisse di patologie a carico di questi organi come l’insufficienza renale o i calcoli, il ricorso è totalmente sconsigliato;
  • Pelle: data l’attività antisettica, in crema oppure in olio il rimedio può aiutare a regolare le funzioni della pelle, riducendo l’intensità degli eczemi e purificando i pori in contrasto all’acne.

Vale la pena di ricordare come le bacche di ginepro siano, almeno nella cucina tradizionale, utilizzate per aromatizzare la carne di selvaggina o per realizzare una caratteristica acquavite. Il legno, invece, è frequentemente scelto per affumicare i salumi.

In tutte le sue forme, il ginepro non dovrebbe essere mai assunto in gravidanza e qualora si soffrisse di varie patologie a carico dei reni. Per tutte le informazioni sulle controindicazioni, gli effetti collaterali e le interazioni con i farmaci, si faccia riferimento all’articolo dedicato.

6 luglio 2014
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