Si è già parlato a lungo delle proprietà del ginepro, un rimedio naturale utilizzato da secoli per la diuresi, le infezioni delle vie respiratorie, il trattamento di crampi e imperfezioni della pelle. Come tutti i prodotti per la cura dell’organismo, tuttavia, anche questo ritrovato può avere degli effetti collaterali e delle controindicazioni rilevanti, talvolta anche gravi. Bisogna quindi prestare attenzione alla sua assunzione, soprattutto in gravidanza: di seguito, qualche indicazione utile.

Così come si è già precedentemente visto, il Juniperus communis – questo il nome scientifico della pianta – è un’arbusto delle Cupressaceae comune in Europa, nell’America Settentrionale, in Asia e nell’Africa del nord. Predilige i climi temperati a tendenza fredda, non disdegna le zone ventose ed è frequente trovarlo in montagna al di sotto dei 1.500 metri. Agli scopi di cura vengono utilizzate le bacche – in olio essenziale, infuso o tisane – ed è frequentemente utilizzato nella cucina tradizionale per aromatizzare la selvaggina o per la cottura dei salumi affumicati. Le sue proprietà si esplicano data la presenza di monoterpeni, antociani, flavonoidi, tannini e acidi ditepenici, con effetti diretti sulla funzionalità dei reni e specifiche attività antisettiche. Il ginepro è quindi utilizzato per stimolare la diuresi e combattere le infezioni urinarie, come espettorante per la tosse invernale, per il rilassamento dei muscoli e il trattamento delle imperfezioni della pelle a livello topico. Ma quali sono gli effetti collaterali e le indicazioni, soprattutto in gravidanza?

Controindicazioni ed effetti collaterali

Pianta di ginepro

Juniper berries via Shutterstock

Come tutti i rimedi naturali, i principi attivi contenuti nel ginepro possono causare effetti collaterali e prevedere specifiche controindicazioni: di conseguenza, prima di iniziare l’assunzione, è sempre d’obbligo vagliare il parere del proprio medico curante. In particolare, la più stretta attenzione deve essere accordata in quei pazienti con una storia di ipersensibilità o precedenti reazioni allergiche, poiché la somministrazione potrebbe dar luogo a rash cutanei o shock anche gravi.

A livello topico – quindi con oli, creme e impacchi – l’uso del ginepro sembra essere ben tollerato. In rari casi può portare a bruciore e arrossamento della zona trattata, quindi è bene sospendere il trattamento alla comparsa dei sintomi. È invece da evitare il ricorso su abrasioni e screpolature, sulle ferite o nelle zone dove la pelle è più sottile, come sul contorno occhi.

Assunto per via orale, invece, i principali pericoli si manifestano a livelli dei reni. È infatti controindicato nei pazienti con insufficienza renale o con patologie d’ostruzione, ad esempio i calcoli. Inoltre, diversi studi sono in corso per stabilire se l’incrementata funzione renale causa dal ginepro non comporti degli effetti tossici per gli organi coinvolti. A questo si aggiunge la possibilità di problemi digestivi e intestinali, che spariscono alla sospensione dell’uso, così come l’incompatibilità con il diabete, poiché la somministrazione prolungata potrebbe ridurre gli zuccheri nel sangue. Può interferire, infine, con la pressione sanguigna, alterandola in rari casi sia verso l’alto che verso il basso, quindi i pazienti ipertesi o ipotesi dovrebbero evitare il rimedio. Ovviamente il trattamento non è indicato qualora si assumessero dei farmaci dedicati alle patologie sopraelencate, poiché gli effetti potrebbero essere moltiplicati, così come nel caso si seguisse una terapia a base di litio con cui la pianta sembra interagire.

A questo compendio di effetti, da verificare sempre con il proprio specialista di riferimento, si aggiungono delle specifiche avvertenze per la gravidanza.

Gravidanza e ginepro

Gravidanza

Closeup on tummy of pregnant woman, wearing long green dress, holding in hands bouquet of daisy flowers outdoors, new life concept via Shutterstock

Le linee guida internazionali sull’assunzione di ritrovati erboristici e fitoterapici, così come descritto da WebMD e riportato nelle fonti in calce, decretano l’incompatibilità tra l’assunzione di ginepro e la gravidanza. La somministrazione è da evitare, allora, in qualsiasi mese della gestazione.

A quanto pare, i principi attivi del prodotto possono stimolare delle contrazioni uterine, perciò esporre la gestante al rischio di perdere il feto. Allo stesso modo, in linea del tutto cautelativa se ne sconsiglia altamente l’uso per tutto il periodo dell’allattamento. Non vi sono infatti sufficienti evidenze di sicurezza in questa fase delicatissima della vita del bambino, così come non è ancora ben dato sapere se i suoi principi attivi vengano secreti in tutto, o in parte, con il latte.

Infine, vale sempre la solita regola di buon senso: per quanto questi rimedi siano spesso un valido aiuto per il benessere della persona e la risoluzione dei piccoli problemi di salute, il fatto siano naturali non è sinonimo dell’assenza di conseguenze spiacevoli. Si rifugga sempre il fai da te e l’automedicazione, ci si affidi invece pienamente al parere del medico di fiducia.

6 luglio 2014
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