Il giglio è da sempre uno dei fiori più amati: elegante e raffinato, dalle molteplici colorazioni e dall’inebriante profumo, è una delle varietà più diffuse in primavera e, nelle zone meno calde del paese, anche in estate. Quali sono i consigli per coltivarlo al meglio, sia in giardino che in vaso?

Prima di cominciare, è doveroso specificare come esistano molteplici varietà di giglio, fra loro differenziate in base alla forma, il portamento dei fiori, l’altezza e il colore. Sebbene le pratiche di coltivazione rimangano sostanzialmente simili, ogni tipologia potrebbe richiedere degli interventi aggiuntivi particolari. Per questo motivo, è utile chiedere informazioni al proprio vivaio di fiducia, affinché venga scelta la migliore varietà in relazione al clima tipico della propria zona. Le informazioni di seguito fornite, perciò, hanno carattere generico.

Cosa sapere prima di coltivare il giglio

Il Lilium è un genere di piante appartenente alla famiglia delle Liliaceae. Originario di Europa, Asia e America del Nord, si caratterizza per una grande varietà di esemplari, in genere di altezza compresa dagli 80 centimetri ai 2 metri. La pianta, dotata di bulbo da cui si sviluppa una diramazione di radici, si estende con un fusto eretto, foglie lanceolate e parallele, e fiori composti da sei tepali. I colori variano a seconda della varietà, dal bianco all’arancione intenso passando per moltissime sfumature, quindi ogni tipologia presenta un intenso e caratteristico profumo. Si contano all’incirca 80 specie diverse, sia da evoluzione naturale, che tra ibridi e cultivar.

Il clima preferito è quello primaverile, ma anche quello autunnale, quando le temperature non sono né eccessivamente rigide tantomeno troppo afose. L’esposizione al sole è di circa sei ore al giorno, ma è necessario predisporre degli adeguati ripari per evitare l’irrorazione nelle ore più calde, poiché la pianta potrebbe soffrirne. Inoltre il giglio teme il vento, quindi bisognerà proteggerlo adeguatamente nelle località più tipicamente ventose.

Il terreno ideale è quello morbido e ben drenato, poiché il bulbo non sopporta i ristagni d’acqua, possibilmente arricchito con sostante organiche anche da compost. Il terriccio dovrà rimanere sempre inumidito, ma mai eccessivamente drenato, quindi per aumentare il deflusso dell’acqua potrà essere utile predisporre un letto di sassi oppure optare per le palline di argilla.

Le necessità d’acqua variano a seconda dello stadio di sviluppo raggiunto dal fiore. Sono medie nella fase di crescita, quando non bisognerà eccedere nell’annaffiatura per evitare i già citati ristagni d’acqua, mentre intense in quelle di fioritura, quando l’apporto d’acqua potrà essere anche quotidiano. Nei periodi più caldi dell’anno è bene incrementare l’apporto di liquidi, preferendo però la mattina o la sera per l’irrigazione, affinché il caldo del sole non porti a rapida evaporazione non consentendo alla pianta di assorbire sufficienti elementi nutritivi. Nella fase di quiescenza, infine, l’annaffiatura può essere sospesa, preoccupandosi solo che il terreno sia leggermente inumidito.

Coltivazione in giardino e in vaso

Il giglio può essere efficacemente coltivato sia in giardino che in vaso, adottando le giuste precauzioni, sia in termini di predisposizione del terreno che di esposizione esterna.

Sul fondo del vaso andrà predisposto un letto di ghiaia e di cocci, ma anche di palline d’argilla, per favorire il deflusso dell’acqua: come già specificato, è fondamentale che i bulbi non vengano esposti ai ristagni. Si inserisce quindi un terriccio morbido, preferibilmente arricchito con compost o altro concime organico. In giardino, può essere utile una veloce concimazione preventiva, quindi una blanda zappatura per permettere alle sostanze nutritive di distribuirsi in modo uniforme nel terreno. Una volta messo a dimora, il giglio non ha bisogno di successivi rinvasi o della raccolta del bulbo originale al termine della stagione vegetativa: le radici, infatti, rimangono ben salde al terreno per periodi particolarmente estesi.

La riproduzione può avvenire per semina, un fatto comunque molto raro, oppure tramite la raccolta dei bulbilli. Questa seconda modalità è la più diffusa, nonché la più utile per mantenere il bulbo originale in perfette condizioni. Al termine della stagione vegetativa, si raccolgono dal terreno i bulbilli generati, quindi li si mantiene al buio e all’asciutto fino alla primavera successiva, quando potranno essere piantati.

Tra le opere di manutenzione cicliche, l’eventuale potatura, il rinnovamento del concime del terreno, il controllo della pianta e dei bulbi per la verifica della presenza di muffe, parassiti e afidi. Il giglio può soffrire anche dell’attacco di virus e batteri tipici: in questo caso, si consiglia di chiedere consiglio agli esperti del proprio vivaio di fiducia.

27 giugno 2015
Lascia un commento