Dopo essersi unita al “fuoco di sbarramento”, aperto insieme alle altre associazioni del settore fotovoltaico contro il nuovo decreto Romani, la GIFI (associazione che aderisce a Confindustria) prova ora anche il cammino della mediazione con un comunicato in cui, accanto a forti critiche, esprime qualche timido apprezzamento per il lavoro del governo:

Il Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane di Confindustria ANIE esprime apprezzamento per il nuovo obiettivo di 23 GW al 2016 ma richiede alle istituzioni di risolvere urgentemente alcuni punti per garantire la piena competitività del sistema economico-produttivo nazionale.

Valerio Natalizia, presidente dell’associazione, sottolinea in particolare l’urgenza di avere una buona legge. È, come abbiamo detto più volte, proprio il ritardo legislativo il peggior nemico dell’intero settore:

È importante fare presto. Ogni giorno che passa le aziende del settore sono sempre più in difficoltà. Il possibile slittamento del decreto al mese di maggio danneggerebbe ulteriormente un’industria già in difficoltà.

Presto sì, ma anche bene. Natalizia continua auspicando che i punti critici più volti sottolineati in passato vengano realmente accolti dalla contro parte governativa, dimostrandosi abbastanza ottimista in merito:

È importante trovare in tempi rapidi una soluzione ed è per questo che continueremo a collaborare fattivamente con le istituzioni italiane fiduciosi di poter giungere ad una soluzione che soddisfi le giuste aspettative dell’industria nazionale. La collaborazione mostrata fino ad oggi dal MSE e dal Ministro Romani in persona ci fa ben sperare.

Infine, l’auspicio del presidente della GIFI è che vengano finalmente riconosciuti, sia a livello politico che all’interno di Confindustria, i molti meriti del fotovoltaico:

Il fotovoltaico ha evidenti e ben documentati vantaggi per tutto il sistema economico-produttivo nazionale, per i consumatori di energia e per le finanze dello Stato. E’ importante che si sottolinei questo aspetto anche all’interno di Confindustria mettendo in risalto i notevoli benefici che questo settore ha portato e porterà a livello di sistema paese. L’Italia ha deciso di puntare su questa fonte energetica per il prossimo futuro ed è bene che tutti, anche chi in Confindustria dice che il IV Conto Energia sarebbe troppo generoso, convergano in maniera costruttiva verso questa direzione. L’impatto positivo del settore fotovoltaico non riguarda solo lo sviluppo dell’industria italiana, che ad oggi tra lavoratori diretti ed indiretti supera le 120.000 unità, ma anche le entrate fiscali per lo stato, l’impatto positivo sul prezzo dell’energia sul mercato elettrico e non per ultimo il raggiungimento degli obiettivi del protocollo di Kyoto.

22 aprile 2011
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