Giardiasi gatti: sintomi e cura

La giardiasi è una parassitosi, ovvero una malattia del gatto causata dal protozoo parassita chiamato Giardia lamblia. Come avviene anche per i cani, la malattia di diffonde grazie all’ingestione delle uova del parassita, presenti in ambienti non particolarmente puliti. Dove il ristagno d’acqua è evidente e maleodorante, ad esempio stagni, pozze d’acqua, acque non potabili e inquinate da liquami.

In questo ambiente l’animale, del tutto ignaro, ingerirà le uova dell’agente infettante. La responsabilità va imputata alle secrezioni e deiezioni di animali già infetti che, evacuando, liberano le uova del parassita nell’ambiente. Vista la loro resistenza possono sopravvivere per molto tempo all’aria aperta, divenendo un pericolo per i gatti di casa. In particolare quella tipologia propensa alle lunghe scampagnate e alle assenze prolungate.

Sintomi

Gatto sdraiato

Gatto via Pixabay

L’ingestione delle uova del Giardia lamblia produce sintomi molto comuni legati all’infezione intestinale, come ad esempio la diarrea. Solitamente molto abbondante e di quantitativo superiore alla norma, può risultare estremamente liquida e maleodorante. Vi è la presenza di molte sostanze grasse non assorbite dall’organismo e una predisposizione alla disidratazione, con relativa perdita di peso. Non è presente la febbre ma il gatto appare letargico, assonnato e spossato. I sintomi possono risultare maggiormente invalidanti sui cuccioli, più fragili e delicati per contrastare il virus.

Diagnosi e cura

Solitamente un test delle feci potrà evidenziare la presenza del parassita, così da escludere altri batteri e patologie. La terapia verrà prescritta dal veterinario a seconda delle esigenze singole del gatto, quindi verranno associate cure di mantenimento come la reidratazione dei liquidi e sali minerali. Il gatto subirà una modifica della dieta con un apporto ulteriore di fibre, quindi l’ambiente del quotidiano verrà sterilizzato adeguatamente.

Ad esempio, una cura costante delle lettiere e delle zone dove riposa sarà necessaria, così da scongiurare la presenza delle uova del parassita. Quindi evitare che il micio si cibi di prede selvatiche come i roditori, probabile veicolo infettivo, ne che beva acqua compromessa e stagnante. Indispensabile, poi, che il veterinario visiti con frequenza Fufy, effettuando test di controllo per scongiurare la presenza di altre uova e batteri. La malattia non è mortale ma, in condizioni igieniche scadenti, è possibile un contagio tra animali e tra gatto e uomo. Come accade anche per il cane è importante monitorare la salute del micio, impedendo che possa attingere a zone contaminate e pericolose per la salute dell’intera casa.

25 marzo 2014
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