Rappresenta di certo un’originale alternativa alle classiche disposizioni degli spazi esterni e, da qualche anno a questa parte, conquista sempre più appassionati. Il giardino roccioso, detto anche giardino di rocce, è la scelta giusta per chi volesse abbinare minerali ed elementi di natura morta alle classiche piante. Ma come si realizza questa singolare composizione da esterni e, soprattutto, quali sono le sue origini?

=> Scopri il giardino giapponese


Il giardino roccioso si rivela una delle scelte più versatili per la cura di uno spazio aperto: più che uno stile a sé stante, infatti, può essere considerato una vera e propria evoluzione dei ben più noti giardini italiani e inglesi. Ancora, l’impiego di massi ed elementi di natura morta ha trovato enorme spazio in Asia, diventando uno dei cardini dello stile giapponese. Di seguito, qualche informazione.

Giardino roccioso: definizione e storia

Così come facile intuire, per giardino roccioso si intende una composizione d’esterno dove, oltre alle piante, si può ammirare una disposizione studiata di rocce, massi e altri elementi di natura morta. Questi possono richiamare un elemento naturale, riprodurre la geografia del luogo o, ancora, assumere forme singolari e fantasiose. Spesso ispirata alla bellezza dei paesaggi alpini, la disposizione dei sassi non è mai casuale, bensì studiata nel minimo dettaglio.

=> Scopri il giardino inglese


Per quanto oggi chiunque possa realizzare un giardino roccioso con poco sforzo, anche approfittando di spazi ridotti, la disciplina ha tuttavia radici lontane. La pratica prende vigore durante l’Umanesimo e il Rinascimento, quando gli elementi della natura vennero sempre più frequentemente collegati e intersecati con le arti, la letteratura, il pensiero e la scienza. È proprio in questo periodo che si diffuse, soprattutto fra i ceti nobili e più abbienti, l’usanza di collezionare elementi di origine naturale, quali pietre dalle forme strane, cristalli, massi a cui venivano associate capacità mistiche o curative, minerali dal rimando mitologico o letterario. Da qui la necessità di creare una composizione, per mostrare queste magnifiche rocce in un ambiente che, oltre a rilassare, potesse stimolare la mente e la fantasia. È in epoca barocca, tuttavia, che l’usanza si diffuse rapidamente in tutti i ceti sociali, grazie soprattutto alle “rocailles” francesi: decorazioni da esterne, di stampo rustico, nate per riprodurre elementi tipici della natura incontaminata come grotte, conchiglie, dirupi, stalattiti e molto altro ancora. Le tecniche vennero quindi inglobate nel paesaggismo inglese, con la vocazione alla ricostruzione di ambienti irregolari, misteriosi e votati a stupire il visitatore.

Giardino roccioso: consigli

Realizzare un giardino roccioso, anche in un piccolo spazio, può essere una scelta divertente e appagante. Naturalmente, non è necessario seguire la rigorosità stilistica delle grandi composizioni del passato, bensì riprodurre un ambiente che sia gradevole alla vista, poco soffocante e capace di stimolare la fantasia.

Il primo passo da compiere è lo studio dell’area a propria disposizione. La disposizione di rocce e similari garantisce maggiori risultati su spiazzi dal fondo irregolare, meglio se con piccole collinette, pareti lievemente scoscese e dislivelli. L’ispirazione può essere certamente alpina, poiché il giardino roccioso ben si presta a imitare i classici ambienti montani, anche con la costruzione di piccoli muretti in pietra e percorsi di ghiaia e ciottoli.

=> Scopri il giardino italiano


Segue quindi la scelta delle rocce: le più grandi, e dalle forme particolari, possono essere adagiate singolarmente sul terreno, per richiamare la vista. Quelle più piccole, magari caratterizzate da colori appariscenti come il rosso, possono essere invece impiegate per muretti, aiuole, piccoli dislivelli, per i profili di stradine e il perimetro di stagni e laghetti. Sul fronte delle piante, invece, spazio alle felci di origine montana, ma anche e soprattutto alle succulente. Non è raro, infatti, che le piante grasse crescano in prossimità delle rocce, quindi è possibile realizzare piccoli abbellimenti su più livelli con il cactus, il cuscino della suocera, ma anche con il fico d’India in caso si possa approfittare di una buona estensione verticale. Ancora, spazio alle varietà rampicanti, come l’edera, ma anche alla crescita naturale del muschio: qualora fosse già presente in giardino, non andrà strappato. Infine, con il tufo si potranno realizzare delle minute grotte, dove adagiare sempre piante grasse o realizzare piccoli rifugi per scoiattoli, uccelli o altri animaletti. Non indicate, invece, sono le pietre lavorate o tagliate artigianalmente.

12 novembre 2017
Lascia un commento