Un nuovo potente terremoto potrebbe colpire il Giappone entro i prossimi quattro anni. Lo comunicano alcuni scienziati dell’Earthquake Research Institute dell’Università di Tokyo, che stimano la possibilità di un sisma di magnitudo 7.0 nei prossimi 48 mesi ad una percentuale del 70%. Una previsione ancora peggiore riguarderebbe le prospettive entro i 30 anni: il rischio che il suolo giapponese tremi violentemente salirebbe al 98%.

Il rischio terremoto annunciato dai ricercatori riporta inevitabilmente il Giappone indietro al sisma dell’11 marzo scorso: una scossa di magnitudo 9.5 causò numerose vittime tra la popolazione e mise a rischio la sicurezza delle centrali nucleari nipponiche, Fukushima in primo piano. Seguirono ben 700 scosse di assestamento (magnitudo massima 5.0) che gettarono nel panico la popolazione giapponese. Il bilancio finale fu di 15.700 morti e ben 4.500 dispersi.

La zona indicata dai sismologi come maggiormente a rischio è la regione di Tokyo, mentre i danni potenziali stimati ammontano a circa 112 trilioni di yen (circa 780 miliardi di euro). Le perdite in vite umane sarebbero indicate in circa 11.000. Due grandi interrogativi restano a questo punto da chiarire: la reale precisione di queste stime e il perché il Giappone si stia dimostrando così esposto al rischio sismico.

Gary Gibson, sismologo presso l’Australia’s Seismology Research Centre, aiuta a chiarire meglio il primo dei due aspetti:

I sismologi non possono prevedere con assoluta certezza quando, dove e quale sarà il raggio d’interesse di un prossimo terremoto, – come chiarisce lo stesso scienziato in un’email indirizzata alla CNN – ma è possibile ottenere probabilità attendibili sulla fascia temporale in cui potrebbe verificarsi il sisma (ad esempio: “nei prossimi quattro anni”), l’area geografica (in questo caso: “nella regione di Tokyo”) e la magnitudo (prevista dai giapponesi in: “maggiore di 7.0″). I dati riguardanti i movimenti e le deformazioni delle placche tettoniche vengono forniti con estrema precisione attraverso misurazioni realizzate con tecnologia GPS e altre strumentazioni avanzate.

Il particolare rischio sismico del Giappone risulta legato, chiarendo perciò il secondo interrogativo, alla particolare conformazione della crosta terrestre a cui appartengono l’arcipelago nipponico e le aree circostanti, situate sopra o nei pressi di quattro grandi “placche” (quella del Pacifico, del mare delle Filippine, del Nord America e infine quella Euroasiatica), i cui movimenti risultano tra i più sismicamente attivi in tutto il mondo.

Il Giappone nel corso degli anni si è più volte dimostrato all’avanguardia nel settore dell’edilizia antisismica. Il pericolo però non deve essere per questo sottovalutato, avvertono i sismologi, la tenuta degli edifici della capitale durante il terremoto dello scorso 11 marzo non deve fermare ricerca e sviluppo. Tanto è stato fatto, ma altrettanto restare ancora da fare qualora si verificasse davvero un sisma di simili proporzioni.

25 gennaio 2012
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Fonte:
CNN
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