Il Giappone non chiuderà le sue centrali nucleari entro il 2040. La notizia non mancherà di sollevare le proteste dei nascenti movimenti anti-nuclearisti nipponici: ci sarà sì il passaggio a fonti energetiche non atomiche, ma gli impianti non verranno in alcun modo smantellati e consegnati alla storia. L’annuncio arriva direttamente dal ministro per il Commercio e l’Industria Yukio Edano.

Dal Giappone neanche dieci giorni fa rimbalzava la notizia che il Paese del Sol Levante fosse intenzionato a smantellare completamente il proprio sistema nucleare, decisione che ora sembrerebbe aver ceduto il passo, probabilmente dopo forti pressioni da parte delle lobby dell’atomo. Le motivazioni del dietrofront deciso dal governo di Tokyo risiederebbero tutte, secondo quanto affermato dallo stesso ministro dell’Industria Edano, al di fuori della sfera politica:

Se possiamo liberarci della dipendenza nucleare entro il 2040 non è qualcosa che può essere stabilito solamente dalla sola classe politica. Dipende anche dalla volontà dei consumatori di energia elettrica, dall’innovazione tecnologica e dalla situazione ambientale internazionale nei prossimi dieci o vent’anni.

Dopo questa improvvisa inversione di rotta si attendono le reazioni della popolazione nipponica, dai sondaggi data come favorevole a una rapida uscita dall’atomo con una percentuale che sfiora il 90%. Una chiara presa di posizione che ha portato negli ultimi mesi alla nascita del primo partito politico dichiaratamente anti-nuclearista del Giappone.

21 settembre 2012
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I vostri commenti
Mario Oz, sabato 22 settembre 2012 alle20:12 ha scritto: rispondi »

Una centrale nucleare guadagna d+ dalla vendita del plutonio che non dalla vendita di energia elettrica. Basta avere nemici all'angolo della porta da minacciare con armi nucleari.

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