Il Giappone volta pagina, almeno dal punto di vista energetico. Dopo il grave incidente atomico di Fukushima, il futuro del Paese in materia di produzione di elettricità sembra sempre più legato alle rinnovabili. L’ultima iniziativa riguarda la società nipponica Mitsui & Co, che ha intenzione di costruire, proprio nell’area colpita dal terremoto-tsunami del marzo scorso, almeno dieci grandi impianti fotovoltaici.

Le centrali fotovoltaiche, ciascuna con una potenza di 1-2 Megawatt, copriranno il fabbisogno di circa 30mila famiglie.

I lavori per l’installazione dovrebbero iniziare nel marzo 2012 e richiederanno alla Mitsui un investimento di circa 10 miliardi di yen (120 milioni di dollari). Oltre a migliorare l’approvvigionamento elettrico della regione, che si trova a fare i conti con la peggiore catastrofe verificatasi in Giappone dopo la seconda guerra mondiale, la società spera di creare nuovi posti di lavoro e dare uno slancio alla ripresa economica locale.

Il progetto della Mitsui & Co sembra essere perfettamente coerente con le politiche energetiche che il governo giapponese ha dichiarato di voler intraprendere dopo la sciagura dell’11 marzo. Più volte, infatti, il premier Naoto Kan ha manifestato l’intenzione di investire in maniera decisa sulle fonti rinnovabili.

7 luglio 2011
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