Il Giappone ha vissuto in questi ultimi giorni un nuovo cambio ai vertici, questa volta è il capo di governo a saltare per l’incidente di Fukushima e i problemi legati alla ricostruzione. Il dimissionario premier nipponico Naoto Kan, che ha lasciato il posto a Yoshihiko Noda, ottiene però in cambio l’approvazione delle ultime due leggi da lui richieste, rispettivamente in materia di ricostruzione post-tsunami e di fonti rinnovabili.

Ad essere approvate sono state misure che rivedono il budget stanziato per le zone colpite dal terremoto e dallo tsunami, con lo scopo di provocare un’accelerazione nella ripresa di quelle aree. Sul fronte energetico sono previste norme che dovranno favorire lo sviluppo e la produzione da fonti rinnovabili.

In particolare, per quanto riguarda le energie pulite è previsto nel provvedimento che vengano maggiorate le tariffe ai clienti che usufruiranno di tali risorse, premiando e incentivando in questo modo gli impianti fotovoltaici, eolici, idroelettrici e in generale quelle “verdi”. L’obiettivo è una crescita che superi i 30 GW nei prossimi dieci anni.

Il provvedimento servirà inoltre per diminuire entro il 2020, come promesso a livello internazionale, il gas serra prodotto di una misura pari al -25% rispetto al 1990. Prosegue nel frattempo anche la marcia di allontanamento del Giappone dal nucleare con il 38esimo impianto chiuso su 54 attualmente esistenti. Queste le parole dell’ex primo ministro democratico, Yukio Hatoyama, parlando del possibile successore di Naoto Kan:

il nuovo governo del Giappone deve cambiare notevolmente la gestione dell’incidente nucleare, vi esorto a trovare la persona più adatta a farlo.

29 agosto 2011
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