Giallo sui manifesti referendari rimossi a Roma

La campagna referendaria sta giungendo alle ultime battute. Come se non fossero bastati ricorsi e sentenze di tribunali, Cassazione e Corte Costituzionale attraverso i quali è dovuto passare il tormentato referendum sul nucleare, un ulteriore “giallo” anima queste ultime ore prima del voto. A quanto pare a Roma alcuni operatori dell’Ama avrebbero provveduto a rimuovere dei manifesti in favore del voto ai referendum.

Questo appare su un video, pubblicato su YouTube, in cui questi impiegati del comune provvedono alla rimozione delle pubblicazioni a sostegno dei quesiti, che a giudicare dalle immagini sembrano essere stati affissi negli spazi appositi. Forse un atto dovuto dal mancato rispetto di alcune regole, ma i dubbi al momento restano.

Un episodio ancora da chiarire, ma che rende il polso dell’importanza che ha in questo momento il voto previsto per il referendum del 12 e 13 giugno. Ricordiamo che in ballo ci sono la costruzione di nuove centrali nucleari, ma anche la possibilità o meno di privatizzare l’acqua pubblica. In caso di fallimento dei quesiti, le tariffe potrebbero essere variate in funzione degli interessi economici della compagnia che andrebbe a gestirla.

Referendum ormai alle porte e tensione per il quorum che comincia a salire. A portarla alle stelle le recenti dichiarazioni del ministro Vito riguardo l’invalidamento del voto degli italiani all’estero e seguite dalle immediate reazioni dei comitati per il sì e del leader Idv Antonio Di Pietro.

10 giugno 2011
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