Ghiaccio e impacchi caldi per gli infortuni possono essere un rischio. A sostenerlo gli esperti dell’American Physical Therapy Association (APTA), che hanno diffuso una serie di regole sostitutive per evitare di aggravare la propria condizione in seguito a un problema fisico.

Secondo l’associazione, formata da circa 88.000 fisioterapisti USA, l’applicazione di ghiaccio o bendaggi caldi sugli infortuni tenderebbe a inibire la ripresa del movimento da parte del paziente e rischia di prolungare i tempi della riabilitazione.

Il rischio è anche quello, sostengono gli esperti APTA, di aumentare le probabilità di dover ricorrere a un intervento chirurgico. Come spiegano le nuove linee guida diffuse dall’associazione:

Non impiegare agenti fisici passivi, come il ghiaccio o le bende calde, eccetto quando necessario a facilitare la partecipazione a programmi di trattamento attivi.

I fisioterapisti APTA sostengono inoltre come ci sia soltanto un limitato corpo di ricerca che sostenga l’utilizzo di ghiaccio o bendaggi caldi, mentre i trattamenti attivi avrebbero un “impatto maggiore su dolore, mobilità funzionalità e qualità della vita”.

Più cauta è invece la posizione di Sammy Margo, portavoce della Chartered Society of Physiotherapists, che non ne esclude in determinati frangenti l’utilizzo:

Nei primissimi giorni, quando l’infortunio è ancora infiammato e potrebbe ancora sanguinare, risulta appropriato applicare un impacco ghiacciato perché incoraggia la vasocostrizione, la costrizione dei vasi sanguigni, che contribuisce a ridurre l’infiammazione e il sanguinamento. Alcune persone però scelgono invece gli impacchi caldi incrementando la vasodilatazione e aumentano il sanguinamento aggravando il problema.

19 settembre 2014
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