Torna a scendere drasticamente la distesa di ghiaccio dell’Artico. Secondi solo all’anno nero del 2007, i dati rilevati a settembre segnano un nuovo e significativo indice della crisi causata dai cambiamenti climatici mondiali: al 9 del mese la superficie ammontava ad appena 4,33 km milioni di km quadrati. Questo emerge allo studio condotto da un gruppo internazionale di scienziati, del quale fanno parte anche alcuni ricercatori del CNR.

Una diminuzione di circa 3 milioni di chilometri quadrati negli ultimi cinquant’anni, con prospettive per il futuro che non sembrano migliori. È quanto emerge dal nuovo piano di studi, realizzato in ambito europeo e denominato “modello Ec-Earth“, dal quale arriveranno nel prossimo futuro le previsioni per l’evoluzione del clima mondiale fino al 2100.

Nel frattempo, grazie agli oltre 15 terabyte di dati raccolti, i tecnici CNR hanno potuto elaborare prospetti (riferiti al periodo 1850-2009) sulle precipitazioni nell’intera sfera terrestre, strumenti indispensabili per comprendere i cambiamenti nel ciclo e nella disponibilità idrica. A spiegarlo Antonello Provenzale, uno degli scienziati impegnati nelle ricerche:

La precipitazione è molto diversa da una regione all’altra ed è una delle variabili più difficili da riprodurre con i modelli. In Europa, i massimi valori si registrano sulle coste norvegesi, in Scozia, a sud dell’Islanda e in alcune aree delle Alpi, dove si arriva a oltre 2.000 millimetri all’anno, per scendere a meno di mille sulla nostra sponda tirrenica e a circa 300 mm sulla costa mediterranea nel sud della Spagna.

19 settembre 2011
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