Gerusalemme dichiara guerra ai proprietari maleducati, quelli che solitamente dimostrano inciviltà non raccogliendo le feci del proprio cane. Ormai da tempo la condizione dei marciapiedi e delle strade della città è al collasso, a causa delle dimenticanze di alcuni cittadini poco propensi a mantenere pulito il suolo pubblico.

Per ovviare a questa maleodorante problematica ci ha pensato il comune lanciando una proposta davvero rivoluzionaria: creare una banca dati con il DNA dei cani cittadini. Schedandoli in modo volontario sarà quindi possibile risalire al proprietario, analizzando le feci non raccolte e confrontandole con il DNA a disposizione. L’iniziativa messa a punto con successo nel 2008 dal comune di Petah Tikva, a pochi chilometri da Tel Aviv, ha ottenuto grandi consensi e un premio dal New York Times. Ora Gerusalemme, dopo diverse false partenze, pare ben avviata sulla strada della catalogazione.

I proprietari dei cani, già registrati grazie alle vaccinazioni, sono ora invitati a portare il loro amico a quattro zampe per il prelievo della saliva e quindi del DNA. L’iniziativa coinvolgerà sia gli animali di affezione che quelli randagi, creando così un grande database al quale attingere in caso di violazione delle regole. Solo all’idea di una multa salata, cioè l’equivalente di 150€ più 30€ per le analisi, i cittadini sono improvvisamente apparsi più collaborativi. La città infatti appare più curata e meno contaminata dalla maleducazione dei padroni distratti.

11 giugno 2012
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