Il bambù fa bene. Non solo ai panda, che come sappiamo ne vanno ghiotti e lo usano come alimento principale della loro dieta. Questa particolare pianta fa molto bene anche a noi e, forse senza saperlo, lo abbiamo già sicuramente assaggiato in qualche ristorante cinese. Ovviamente il sapore di quel bambù è ben diverso da quello originale, ma è già qualcosa.

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Oggi però potrebbe arrivare il bambù “fresco” come prodotto artigianale anche sul mercato italiano. Del resto la pianta è già stata utilizzata in oltre 1500 applicazioni commerciali e ora si vuole espandere la lavorazione del bambù anche nel settore alimentare.

Come dicevamo il bambù fa bene. Il suo sapore ricorda vagamente quello del carciofo o del cuore di palma e ha delle insospettabili qualità alimentari importanti per il nostro organismo. Ad oggi i Vivai OnlyMoso stanno puntando molto su questa pianta e i primi risultati in termini commerciali si fanno sentire, ma non solo.

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L’Italia, con il suo clima mediterraneo, è perfetta per la crescita di “bambuseti” e aumenta rapidamente il numero di coltivazioni di bambù in Italia. I germogli completano la loro crescita in massimo due mesi e diventano poi un alimento ricco di vitamine e minerali, già molto usato nella cucina orientale.

Oltre a fare bene, come se non bastasse, il bambù è anche sostenibile: un ettaro di bambuseto pare sia in grado di produrre tanto ossigeno quanto un bosco intero, aiuta nel dissesto idrogeologico e non avrebbe bisogno di essere trattato con erbicidi o pesticidi.

14 luglio 2017
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