Pensare troppo all’igiene può danneggiare la propria salute. Questo il messaggio lanciato da Michael Pollan, docente di giornalismo presso la Berkeley University of California, al quale il laboratorio di BioFrontiers Institute della University of Colorado ha tracciato la mappa dei germi presenti nel proprio organismo (il cosiddetto “microbioma”). Non tutti sarebbero risultati nocivi secondo quanto riportato sulle pagine del New York Times Magazine, ma al contrario la quasi totalità di loro sarebbe persino d’aiuto al benessere del proprio “ospite”.

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Salute dell’uomo legata quindi a quella delle specie microbiche che lo “popolano” dentro e fuori. Secondo il “microbioma” di Pollan, gli abitanti presenti sarebbero oltre 100 milioni, appartenenti a centinaia di specie batteriche differenti. La sempre crescente lotta ai germi porterebbe, come sostengono gli ultimi orientamenti dei ricercatori in fatto di igiene, a una diminuzione nell’organismo umano della capacità di reagire di fronte a minacce provenienti dai microrganismi nocivi ed esporrebbe a maggiori rischi di sviluppare reazioni allergiche.

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A sostenere l’ipotesi di una vita più microbi-sostenibile sono i ricercatori impegnati nell’American Gut Project, che raccomandano una maggiore attenzione per la salvaguardia del patrimonio batterico di cui disponiamo. Cinque in particolare i consigli da seguire:

  1. Somministrare con meno leggerezza gli antibiotici, in particolar modo ai bambini;
  2. Non pretendere a tutti i costi il 100% di igiene in casa, ma prendere le pulizie domestiche con più serenità;
  3. Permettere e anzi incoraggiare le attività di gioco dei bambini a contatto con la terra e con gli animali;
  4. Diminuire e quando possibile eliminare i cibi industriali, con additivi o privi di fibre;
  5. Scegliere con regolarità cibi che favoriscono la flora batterica “buona” come lo yogurt arricchito con fermenti lattici vivi, verza e cibi fermentati.

Significativa in questo senso la foto scelta dal NYT, che dedica la copertina a un cane che lecca il viso di un bambino. Allentare la tensione sull’igiene, avvertono infine i ricercatori, non deve riguardare però l’attenzione nella pulizia di frutta e verdura: in questo caso si ha a che fare con pesticidi e altre sostanze di sintesi chimica che devono essere eliminate dai cibi.

21 maggio 2013
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