La Germania fa un passo indietro sulla dismissione delle centrali nucleari. Se nel nostro paese il governo sembra sempre più convinto che l’energia dell’atomo sia il futuro, tanto da essere pronto ad investimenti milionari, la Germania sembra ritenerla, piuttosto, una tecnologia da superare.

Su questo sembrano concordare sia destra che sinistra, anche se sui tempi l’accordo sembra, invece, mancare del tutto. Se, infatti, il governo socialdemocratico (sotto la guida di G. Schroeder) aveva fissato al 2022 la data di chiusura delle centrali, la coalizione di centro-destra di Angela Merkel ha appena deciso di rinviare la data di ben 17 anni.

Il Ministro per l’Ambiente, Norbert Roettgen ha spiegato come la decisione sia stata presa tenendo in considerazione la necessità di fondi e tempo per ammodernare la rete elettrica del paese. In ogni caso, l’obiettivo per il 2050 è quello di avere l’80% dell’energia da fonti rinnovabili.

Se questi tempi saranno rispettati, entro il 2040 (quando in Italia le nostri centrali saranno attive a pieno regime per recuperare le ingenti spese di costruzione) la Germania avrà del tutto abbandonato il nucleare. Ad ogni modo, la decisione della Merkel di non fare passare questa decisione per la camera regionale (dove non ha più la maggioranza) ha creato non poche polemiche; e il rischio (o la speranza) è che il tutto venga annullato dalla Corte costituzionale tedesca, ripristinando la data del 2022.

30 settembre 2010
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