La rivoluzione energetica delle rinnovabili non passa solo per il sole e il vento. Lo sanno bene in Toscana dove già il 26% dell’energia viene dalla geotermia. Non senza polemiche, visto che questa fonte è s’ 100% rinnovabile, ma non è a inquinamento 0.

Le istituzioni insieme a Enel stanno ora provando a rilanciare il settore, facendone un business di primo piano sul territorio, con la costruzione di nuove centrali e nuovi poli industriali di eccellenza. E per rimuovere le resistenze locali il Presidente della Regione, Enrico Rossi, ha deciso di pensare forme di compensazione economica per gli eventuali danni procurati. Come ha dichiarato lo stesso:

Basta con l’essere contro la geotermia: è una ricchezza del nostro territorio, vediamo di farne un elemento di crescita e sviluppo per tutti noi, come succede in altre parti del mondo.

>> Leggi la guida alla geotermia a bassa entalpia

Questo dovrebbe avvenire grazie a un protocollo d’intesa firmato da Enel e dalla Regione che prevede, oltre all’apertura di nuove centrali, la cessione di know-how da parte dell’azienda per sviluppare forme alternative di uso del calore. In effetti, il teleriscaldamento nella regione non è sviluppato per quanto le risorse naturali consentirebbero.

Enel si è mostrata disponibile a investire nel settore altri 500 milioni di euro entro il 2017. Non resta che capire se i territori interessati di Lardarello e Amiata si lasceranno convincere da questi argomenti.

3 maggio 2013
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