La geotermia è una fonte di energia rinnovabile che può rivelarsi determinante nei Paesi in via di sviluppo. A sostenerlo è la FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura, in un recente rapporto incentrato sui possibili impieghi dell’energia geotermica nella produzione agroalimentare dal titolo “Uses of Geothermal Energy in Food and Agricolture”.

Secondo l’organismo delle Nazioni Unite sfruttare l’energia generata dal calore della Terra potrebbe ridurre i costi dell’industria alimentare nei Paesi in via di sviluppo, tagliando gli sprechi energetici e contenendo la perdita di cibo.

Oggi metà del cibo prodotto nei Paesi in via di sviluppo va perduto dopo il raccolto. Le industrie specializzate nella trasformazione dei prodotti alimentari non dispongono di energia a prezzi sufficientemente convenienti e non procedono con la lavorazione. Secondo la FAO l’energia geotermica potrebbe rappresentare una soluzione al problema perché fornirebbe risorse energetiche a basso costo e ampiamente disponibili all’industria alimentare, sostenendo lo sviluppo della filiera agricola e la crescita economica.

Gli analisti della FAO indicano i molteplici impieghi dell’energia geotermica nell’industria alimentare dei Paesi in via di sviluppo: dalla pastorizzazione del latte all’essiccazione degli alimenti. Il geotermico può essere utilizzato come fonte principale di energia anche nei processi di sterilizzazione dei prodotti, aumentando la sicurezza alimentare senza far lievitare i costi. La durata di conservazione di cibi molto nutrienti quali il pesce e i vegetali potrebbe essere prolungata rendendoli disponibili tutto l’anno, anche in tempi di siccità, scrive la FAO.

L’energia geotermica potrebbe inoltre essere impiegata con successo per riscaldare le serre e i bacini idrici dell’acquacoltura. Nelle serre, il geotermico può ridurre le micosi delle colture, aumentando le rese dei raccolti e tagliando di ben l’80% le spese per il combustibile destinato al riscaldamento.

Ovviamente, prima di poter godere dei vantaggi dell’energia geotermica bisognerà sostenere investimenti iniziali considerevoli per supportarne lo sviluppo su larga scala. Come ha sottolineato l’economista della FAO Carlos da Silva:

Il geotermico è un’energia rinnovabile, pulita e a basso costo, una volta che sono stati fatti gli investimenti iniziali per poterla canalizzare e sfruttare.

L’energia geotermica, secondo gli analisti della FAO, è ancora poco sfruttata in agricoltura. Nel mondo solo 39 Paesi la impiegano nella produzione agricola. I Paesi che utilizzano il geotermico per generare elettricità sono invece 24.

In alcuni Paesi come l’Islanda, il Costa Rica, El Salvador, il Kenya, la Nuova Zelanda e le Filippine il geotermico ha conosciuto un grande sviluppo, arrivando a coprire una fetta del 10% del fabbisogno energetico nazionale.

Dal rapporto della FAO emerge che i Paesi in via di sviluppo che sfruttano l’energia geotermica, perlopiù per il riscaldamento sono 23. La metà ha avviato progetti innovativi per sfruttare il geotermico anche nella produzione agricola. La FAO cita il caso dell’Algeria, dove il Governo ha finanziato la realizzazione di vivai ittici che sfruttano l’acqua calda proveniente dai buchi nel terreno. Acqua calda a costi ridotti che viene impiegata per riscaldare gli stagni di Tilapie.

Purtroppo, fa notare la FAO, molti Paesi in via di sviluppo non hanno risorse economiche sufficienti a sostenere investimenti nel geotermico. Per questa ragione la FAO invita i governi di queste nazioni ad attrarre nuovi investitori dall’estero per poter garantire una marcia in più al settore.

8 aprile 2015
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