La geotermia a bassa entalpia è una fonte energetica rinnovabile che, come la geotermia classica, sfrutta il calore del sottosuolo. Molte però sono le differenze, dalle temperature di utilizzo passando per lo stesso meccanismo di funzionamento degli impianti e la destinazione d’uso.

La geotermia classica è destinata principalmente alla generazione di energia elettrica attraverso il convogliamento del calore del sottosuolo in turbine a vapore. Le temperature di utilizzo sono elevate e si tratta in questo caso di impianti mediamente di grandi dimensioni. Tutt’altro discorso qualora si tratti di geotermia a bassa entalpia, abbinato principalmente al sistema di riscaldamento/raffreddamento degli edifici.

Quello che avviene con il sottosuolo è uno scambio di calore, in prelievo durante i mesi invernali e in immissione durante quelli estivi. Uno dei vantaggi principali è la possibilità di ricorrervi praticamente in qualunque zona, senza distinzioni particolari tra le varie regioni italiane. Unica eccezione è ovviamente la presenza di “serbatoi di calore” a temperature troppo elevate, che risulterebbero ingestibili per il semplice riscaldamento domestico.

La composizione tipica di un impianto geotermico di riscaldamento equivale a un sistema di captazione del calore, una pompa di calore e un sistema di accumulo e di distribuzione del calore a bassa temperatura. Il primo componente (il sistema di captazione) consente di concentrare il calore disperso per consentirne lo spostamento da parte della pompa dal sottosuolo all’impianto (o viceversa, durante i mesi estivi).

La geotermia a bassa entalpia può risultare molto conveniente se confrontata con alcuni dei principali sistemi di riscaldamento come quelli alimentati a GPL o gasolio, mentre differente risulta in alcuni casi il discorso per quanto riguarda il metano. Il costo per la sua installazione è piuttosto variabile, dipendendo sia dalla capacità di isolamento termico dell’edificio alla tipologia ed entità di calore disponibile nel sottosuolo. Alcune stime parlando di un prezzo medio per impianto “chiavi in mano” pari a circa 20.000 euro.

| Geotermia

12 aprile 2012
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