Geoingegneria contro i cambiamenti climatici

La rivista Internazionale riporta un articolo in cui sono passate in rassegna le teorie più avveniristiche per permettere all’uomo di vincere la sfida data dai cambiamenti climatici.

La fonte originale è il magazine Philosophical Transactions of the Royal Society, dove sono raccolte la proposte della geoingegneria per mettere un freno al problema dell’effetto serra e del surriscaldamento globale.

Le soluzioni più estreme avanzate sono di due tipi:

  1. Le prime riguardano l’Aria: proposte che mirano a diminuire la quantità di luce solare presente nell’atmosfera. Nuvole di minuscole particelle create dal nulla, o complessi sistemi navali per “modificare” le nuvole esistenti, concentrandosi sulle zone artiche, permetterebbero di diminuire la luce che raggiunge la terra di quella percentuale minima ma sufficiente a fermare l’aumento della temperatura. Senza dunque alterare le quantità di anidride carbonica già presenti nell’aria;
  2. Le seconde riguardano gli Oceani, partendo dal presupposto che una maggior quantità di alghe marine permetterebbe l’assorbimento di elevate quantità di CO2. Pertanto dei progetti ambiziosi intendono “nutrire” vaste zone al largo degli oceani per favorire una crescita intensa di alghe. Polmoni artificiali acquatici in grado di assorbire l’anidride carbonica e trascinarla a fondo.

Entrambe le soluzioni sembrano però basarsi su dei presupposti sbagliati. I cambiamenti climatici altro non sono che il risultato della pretesa dell’uomo di poter manipolare il pianeta a proprio piacimento e queste “soluzioni” non sembrano differire molto dalla causa.

Pochi decenni di sviluppo industriale, con enormi quantità di fonti fossili estratte dal sottosuolo e riversate in maniera incontrollata nell’atmosfera, hanno dimostrato come l’alterare equilibri che la natura ha saputo trovare in milioni di anni in un così breve periodo può comportare effetti catastrofici.

Per questo sembrano quantomeno poco attendibili tutti quegli studi che si propongono di arginare il problema alterando ulteriormente la natura, con conseguenza e rischi difficilmente prevedibili.

9 ottobre 2008
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