Per una volta possiamo parlare di un caso in cui la ricerca universitaria e il tessuto imprenditoriale italiani hanno saputo lavorare insieme e con grande efficienza, dando vita ad una realtà molto promettente in uno dei settori cruciali dei prossimi anni, quello dell’energia “portatile”.

Genport è infatti il nome di uno spin off, ovvero una società scaturita da altre realtà più grandi, in questo caso per la realizzazione di uno specifico progetto, che trova le sue radici nei laboratori di ricerca del Politecnico di Milano.

Coinvolgendo diverse piccole e medie aziende del settore, ognuna in grado di offrire il suo contributo sotto forma di materiali, know how, o semplici capitali, la Genport si è lanciata nella ambiziosa sfida alla realizzazione e commercializzazione di un progetto di celle a combustibile portatili in grado di generare energia. A impatto completamente zero.

Si tratta nel concreto una sorta di batterie, essendo le celle delle pile con composti chimici al loro interno. La differenza è che in questo caso le celle non prendono la loro energia direttamente dal composto chimico, ma da un carburante esterno pulito per eccellenza: l’idrogeno.

Il funzionamento in termini semplici è il seguente: l’idrogeno viene immesso nella cella, nel suo polo positivo (presente come in qualsiasi pila), dove viene diviso in protoni ed elettroni. Mentre i primi vengono semplicemente “trasportati”, gli elettroni nel movimento verso il polo negativo generano energia in grado di alimentare un circuito esterno. Giunti poi a destinazione, elettroni e protoni si ricongiungono con ossigeno o semplice aria, a risolvere la reazione ricongiungendosi in innocue molecole di acqua.

Questo processo viene stimolato e facilitato dal composto chimico, che però in questo modo funge solo da tramite, differenziandosi sostanzialmente dalle batterie normali, e portando a zero le emissioni di questo ciclo. Una sistema ad alta resa per ottenere energia anche ad elevata densità in un contesto lontano dalla rete elettrica, in modo totalmente pulito.

Un caso importante poi a dimostrazione di come la ricerca, laddove coltivata e incoraggiata, possa portare dei risultati significativi anche sul piano commerciale. Lo conferma come già intorno a questa iniziativa si sta creando un vero e proprio polo tecnologico a Sondrio, attorno a cui graviteranno alcune tra le realtà più vivaci dell’alta tecnologia nostrana.

7 aprile 2009
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