Le batterie al litio del prossimo futuro potrebbero essere molto più efficienti e durature rispetto a quanto avviene con quelle attualmente in commercio. Ne sono convinti l’ingegnere elettrico Nick Sherstyuk e il figlio, lo studente di chimica Tim, che hanno messo a punto e brevettato una nuova tecnologia chiamata gBatteries SmartG MBS (Battery Management System).

La novità si presenta come un (potenzialmente) rivoluzionario sistema di gestione della carica elettrica che estende capacità e vita utile delle batterie agli ioni di litio, le stesse comunemente usate su un ampio numero di apparecchi elettronici e non che vanno dai dispositivi portatili alle automobili.

Secondo i due ideatori delle gBatteries, il loro metodo di gestione della carica consente agli accumulatori di immagazzinare il 40% in più di energia rispetto alle batterie convenzionali, oltre a garantire, sempre rispetto a queste ultime, il quadruplo dei cicli di ricarica, con la conseguenza di allungare la vita utile di questi prodotti, diminuire l’impatto ambientale legato al loro smaltimento a fine utilizzo e assicurare un risparmio economico ai consumatori.

Le gBatteries dei Sherstyuk sono state brevettate nel 2012 e usano un diverso approccio a livello di interazione chimica praticamente in tutte le fasi del loro funzionamento, presentando una migliore ottimizzazione della densità degli elementi che le compongono.

Il progetto è tuttavia momentaneamente fermo, in quanto i due inventori sono in attesa che qualche azienda acquisti i diritti d’uso del brevetto per avviare la produzione industriale in grande serie. Ma proprio la promessa di lunga durata delle batterie sembra essere l’ostacolo più importante per il loro arrivo sul mercato, come ha fatto capire lo stesso Sherstyuk in un’intervista.

Pare infatti che i produttori a cui la tecnologia è stata presentata si siano detti preoccupati del fatto che una lunga durata delle batterie possa tradursi in un calo di vendite, in quanto i clienti sarebbero propensi a sostituire i propri apparecchi con minore frequenza rispetto a quanto succede con gli accumulatori attuali dalla durata più limitata.

6 febbraio 2014
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Sergio Piacentini, giovedì 6 febbraio 2014 alle20:49 ha scritto: rispondi »

Esempio emblematico di come sia falsa l'affermazione che i mercati si autoregolano, o meglio che la loro auto regolamentazione possa essere un beneficio per la comunità. Inutile fare ricerca, se poi quando si trova una soluzione semplice ed economica viene cestinata da quattro affaristi senza coscienza!

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