Gatto torna a casa dopo 15 anni

È una vicenda che ha dell’incredibile, quella che vede protagonista un gatto anziano e la sua amorevole famiglia. Il quadrupede, infatti, ha ritrovato i suoi proprietari dopo 15 anni d’assenza da casa, quando ogni speranza era ormai svanita. Merito del microchip, che ha permesso di identificare il nomade felino, allertando immediatamente il suo nucleo di origine.

Il tutto è accaduto nel Regno Unito, dove il gatto Winston ha potuto riunirsi con gioia alla sua famiglia. Originario della Cornovaglia, il gatto è scomparso nel 2002, poco dopo il trasferimento nella sua abitazione del compagno della proprietaria, Janet Barnes. L’animale, abituato a lunghe passeggiate nel suo quartiere, si è forse allontanato a causa dei cambiamenti nelle sue abitudini, conseguenti al trasloco dell’uomo.

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Qualche settimana fa, il gatto è stato ritrovato nella cittadina di Launceston: dopo averlo avvistato, alcuni clienti del Castle Veterinary Group hanno allertato lo staff della struttura, pronto a recuperare l’animale. Il felino si trovava in condizioni di grave incuria, tanto che il suo pelo risultava completamente rovinato. Fortunatamente, una scansione del microchip ha permesso di identificare la famiglia dell’animale, immediatamente allertata per via telefonica.

Una vera e propria sorpresa per i coniugi Barnes, oggi con figli adolescenti e diversi cani a far loro compagnia. Dopo 15 anni, infatti, nessuno avrebbe mai pensato un ritrovamento dell’animale fosse effettivamente possibile. Uno stupore confermato dalla stessa proprietaria, la quale ha così affermato in un’intervista per il Telegraph:

A essere onesti, è davvero incredibile. È davvero molto bello averlo di nuovo con noi. Non abbiamo idea di dove sia stato in tutti questi anni, penso possa aver vissuto con qualcun altro, sebbene quando è stato trovato è apparso molto malconcio.

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Il microchip si è rivelato molto importante non solo per il ricongiungimento con la famiglia, ma anche per salvargli la vita. Raggiunti i 17 anni d’età, il gatto non sarebbe stato giudicato adottabile: in assenza di microchip, avrebbe quindi rischiato l’eutanasia.

9 gennaio 2018
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