Massaggiare il gatto di casa è una pratica utile e necessaria per il suo benessere, che potrebbe agire positivamente sul carattere e sul temperamento. Non è un metodo così astruso come può sembrare, ma aiuta il gatto a liberarsi da un accumulo di tensione muscolare ed emotiva. Basti pensare a quanto sia importante il massaggio effettuato dalla madre sui piccoli, che leccandoli con forza li pulisce e al contempo li rasserena e rassicura.

Nonostante la vita sedentaria e casalinga i nostri gatti possono nascondere molto stress, rabbia e tensione. Energia negativa data anche dal dolore fisico, come spesso accade agli esemplari più anziani e più stanziali. Il massaggio, effettuato nel modo corretto, aiuta a rilasciare citochine che abbassano i livelli di stress ormonale ma anche a stimolare la circolazione sanguigna. Può essere effettuato comodamente a casa, oppure da un terapeuta se il gatto è reduce da un incidente o da una malattia.

Per affrontare il massaggio è importante tenere presente l’indole e il temperamento di Fufi, il suo carattere e il tipo di rapporto instaurato. È indispensabile ricreare un ambiente tranquillo, agendo in un luogo confortevole e silenzioso come il letto o il divano, con una superficie morbida e accogliente. Il primo step consiste nell’avvicinamento, accarezzando il micio senza obbligarlo alla posizione supina. Quando il micio si sentirà a suo agio si sdraierà e potrete attivare il primo tipo di massaggio cioè l’effleurage. Con una mano dovrete sfiorare delicatamente il pelo del gatto, partendo dalla testa con movimenti leggermente circolari delle dita o del palmo della mano spostandovi lungo il collo, quindi il corpo e le zampe fino alla coda. Con la seconda mano, tenendola ferma, potrete sorreggere il gatto per poi alternarle.

Instaurato un feeling di intesa il massaggio potrà aumentare d’intensità, e dal tocco alternato potrete passare alla torsione che si ottiene spingendo e rilasciando delicatamente la cute con entrambe le mani fino al rotolamento. Muovetevi con delicatezza e per gradi, così da consentire al micio di tranquillizzarsi tra le vostre mani. Ma se l’intesa è massima potrete concludere con lo stretching delle zampe, allungando con molta delicatezza gli arti anteriori e poi quelli posteriori.

Se Fufi non ama il massaggio limitatevi al tocco passivo, ovvero un atto delicato che agisce solo su una parte del corpo: spalle, collo, testa, fianco, zampe. Basterà appoggiare entrambe le mani sulla parte, senza troppa pressione e con molta calma, garantendo al micio conforto e serenità. In tutti i casi è sconsigliato effettuare un massaggio su aree infette, ferite e tagli.

27 settembre 2013
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