I suoi proprietari ormai lo avevano dato per morto e di lui, Woosie, si erano perse le tracce. Di casa a Gover, in Cornovaglia, dal 2011 il gatto non si faceva più vedere e Helen e Phillip Johns ne piangevano l’assenza. Il bellissimo esemplare dal manto nero aveva deciso di fare una passeggiata mattutina e, come di consueto, si era spinto fuori casa per far visita al quartiere.

Ma la famiglia, notando l’assenza prolungata del gatto, aveva iniziato a cercarlo per tutta la cittadina, senza però trovare soluzione alla sparizione. Il tempo era passato inesorabile e, nonostante la speranza, di Woosie non avevano più avuto notizie. Fino a quando, incredibilmente, pochi giorni fa la signora Johns ha ricevuto una chiamata da uno studio veterinario di Callington, sempre in Cornovaglia. Un dottore, esaminando il gatto, ne aveva identificato il chip avvisando tempestivamente la famiglia.

Dopo la sorpresa e lo stupore iniziale, Helen e Phillip Johns hanno potuto completare il puzzle della vita di Wossie, o almeno ciò che riguarda gli ultimi tre anni. Per cause ancora da chiarire, il micio era finito a circa 50 chilometri di distanza, esattamente nei pressi di un’azienda alimentare. Il simpatico gattone, forse salito su un camion spedizioni o in qualche macchina di passaggio, è quindi diventato velocemente la mascotte degli operai della ditta. Ribattezzato George è stato nutrito a suon di dolci e panini.

Una vita molto golosa per il fuggiasco che, in tre anni, è ingrassato notevolmente. Viziato e adorato da tutto lo staff, ha trovato riparo nei pressi dell’azienda, accogliendo ogni mattina il personale al loro ingresso. Una routine perfetta fino a quando gli operai non lo hanno portato dal veterinario di zona, e quella che doveva essere una visita è diventata un’incredibile scoperta. Il personale, nonostante la nostalgia, è felice che Woosie abbia fatto ritorno a casa. Lui, una volta varcata la porta, ha semplicemente soffiato al nuovo gatto prima di acciambellarsi comodamente su una sedia. Per qualche tempo verrà controllato a vista, senza uscite di quartiere, così da permettergli di riconquistare le abitudini di un tempo e gli spazi dell’appartamento.

6 febbraio 2014
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I vostri commenti
Carla, giovedì 6 febbraio 2014 alle10:58 ha scritto: rispondi »

Bè, io a questo punto, avrei rispettato la "volontà" del gatto. Se lui aveva deciso di trovarsi meglio nella nuova dimora che si era scelto, e dove era amato e accudito, perchè riportarlo indietro ?

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