Si è trattato di un salvataggio sul filo del rasoio: pochi secondi ancora e per un gatto, probabilmente randagio, non vi sarebbe stato più nulla da fare. È quello che è accaduto a Stoccolma, in Svezia, dove un piccolo felino è stato miracolosamente salvato da un inceneritore per la spazzatura.

Il tutto è accaduto qualche giorno fa, quando due addetti allo smaltimento dei rifiuti alimentari stavano per avviare le fornaci, così da smaltire i detriti raccolti. Improvvisamente, però, hanno sentito dei rumori provenire dal cassone di raccolta del loro camion. Subito allertati, i due addetti hanno quindi cercato fra i rifiuti, scovando un gattino sommerso da rifiuti maleodoranti. Se non se ne fossero accorti in tempo, entro pochi secondi il felino sarebbe finito suo malgrado nell’inceneritore.

Il gattino, ribattezzato Melker, si trovava profondamente sepolto nell’immondizia, tanto che le operazioni di rimozione e salvataggio hanno richiesto più di trenta minuti, dove i due addetti hanno dimostrato una determinazione impareggiabile. Così ha spiegato Bekir Mercil, uno dei due lavoratori:

Se non avessimo salvato il gatto, sarebbe finito nell’inceneritore, immaginate cosa sarebbe accaduto. Avevamo una pala per rimuovere l’immondizia il più dolcemente possibile, per non ferire inavvertitamente il gatto, e una scopa per cercare di farlo uscire. Alla fine l’abbiamo trovato e salvato. Il gatto è dolcissimo: se non avessimo avuto già due cani, l’avremmo accudito noi, ma fortunatamente per lui già c’è una casa.

Non è dato sapere come il felino sia finito all’interno del camion della spazzatura: non si esclude possa essere rimasto intrappolato in un cassonetto, per poi finire trasferito nell’automezzo. Il piccolo è stato quindi condotto in un centro veterinario di Vallentuna, dove una dipendente ha deciso di adottarlo. Le immagini del ritrovamento, che vedono l’animale completamente ricoperto da immondizia e detriti, potrebbero non essere adatte ai lettori più sensibili, nonostante il quadrupede si trovi oggi in perfetta forma. Chi volesse comunque osservarle, può seguire i collegamenti riportati nelle fonti in calce.

11 settembre 2015
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