Di ritrovarlo i proprietari avevano ormai da tempo perso le speranze. È la storia di Maxine, un gatto perduto ben 12 anni fa, da qualche giorno tornato nella sua famiglia d’origine grazie a un ritrovamento che ha del miracoloso.

Il gatto lo scorso sabato si aggirava nei pressi del rifugio SPCA di Vancouver, forse attirato dalla presenza di altri animali. Così i volontari del centro l’hanno raccolto per sottoporlo a cure e alle procedure di identificazione, per capire se fosse un randagio o semplicemente un micio incapace di ritrovare la strada di casa. Sulle orecchie un tatuaggio, ormai sbiadito, quasi irriconoscibile per la carenza d’inchiostro.

Grazie a un’attenta ricostruzione dei segni sulla pelle, il centro è riuscito a ricostruire il codice del tatuaggio. La ricerca nel database di stato ha rimandato a una clinica veterinaria, che aveva inserito il gatto nella lista degli animali deceduti perché da troppi anni introvabile. Un po’ di spirito da detective, un circolo fitto di telefonate, e i proprietari di Maxine sono stati identificati. Così spiegano i responsabili:

Grazie a un duro lavoro d’indagine, siamo riusciti a trovare la proprietaria in Florida. Era assolutamente felice di scoprire come il suo gatto fosse ancora in vita.

Il micio, una femmina, pare abbia ben 16 anni ed è assente da casa da 12. Gli anni vissuti per strada l’hanno provata, tanto da essere smagrita e bisognosa di cure veterinarie urgenti, ma fortunatamente è già sulla via della guarigione. La sua vicenda unica, però, pone l’accento sulla necessità di identificazione di cani, gatti e altri animali domestici, con microchip o tatuaggio, affinché vengano riconsegnati al più presto ai proprietari. Solo nella British Columbia, in Canada, sono più di 10.000 gli animali divenuti randagi e mai riconsegnati alle famiglie d’origine, proprio perché privi di adeguati strumenti identificativi. In tutta Italia, invece, sono quasi 700.000 i cani randagi, con oltre 20.000 colonie feline.

13 marzo 2014
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biba, giovedì 13 marzo 2014 alle21:39 ha scritto: rispondi »

meno male, sono contenta per la signora e felice per la micia... un bel fine della sofferenza...

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