Non è di certo una sorpresa: i gatti si affezionano più ai luoghi che alle persone, tendono a essere territoriali e molto stanziali. Per questo un cambio di casa può essere per loro davvero stressante, poiché perdono i riferimenti a cui sono abituati, i nascondigli preferiti, le loro aree predilette per osservare il mondo. Fra i tanti mici in trasferta, però, un esemplare non ne ha voluto sapere di dar retta ai proprietari: scappato di casa, ha percorso più di 20 chilometri per tornare alla vecchia abitazione.

Il tutto accade in quel di Portland, negli Stati Uniti, quando i nuovi inquilini dell’ex appartamento si sono trovati il gatto sulla soglia di casa, miagolante e in cerca di cibo e coccole. Convinti fosse un randagio, la coppia in questione ha accudito momentaneamente il gatto, per decidere poi cosa farne.

A 20 chilometri di distanza, invece, si consumava un vero e proprio dramma. I legittimi proprietari distrutti dalla perdita di George, fuggito per una semplice ingenuità. A qualche giorno dal trasferimento, infatti, la famiglia ha pensato che il gatto si fosse sufficientemente ambientato, tanto da concedergli una breve passeggiata in giardino. Quanto basta affinché il felino potesse balzare oltre alla recinzione e sfuggire al controllo di occhi indiscreti. Le ricerche si sono avviate immediatamente, i proprietari hanno passato al setaccio tutti i gattili di zona, sebbene intuissero l’assenza del micio da queste strutture: essendo dotato di microchip, infatti, sarebbero stati avvisati in caso di ritrovamento. Quindi il tentativo estremo: controllare alla vecchia abitazione, proprio dove George aveva trovato rifugio.

Come abbia fatto a trovare correttamente la via di casa, e a raggiungerla così velocemente, non è dato sapere: durante il trasferimento, infatti, il micio ha viaggiato in un trasportino, non ha avuto quindi modo di vedere strade o apprendere il percorso. Ma il sesto senso degli animali, tra cui un incredibile olfatto, devono aver fatto il resto. E per George inizia qualche settimana di monitoraggio intensivo: i proprietari non vogliono più perderlo di vista.

20 giugno 2014
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Leandra, venerdì 20 giugno 2014 alle20:43 ha scritto: rispondi »

Le storie a lieto fine fanno bella la vita

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