È una storia davvero commovente quella che coinvolge un gatto, perso due anni fa, e ricongiuntosi in questi giorni con la sua proprietaria. Il determinato felino, infatti, ha percorso oltre 140 chilometri per raggiungere la sua abitazione originaria, dove è poi deceduto. Un legame forte, una vicenda d’amore capace di conquistare l’opinione pubblica e i social network, dove la notizia è divenuta virale.

La vicenda ha le sue origini nel 2015, quando il gatto Ogghy è stato smarrito durante una vacanza in Maremma. La proprietaria, così come riferiscono il Corriere e Repubblica, aveva quindi deciso di cercare l’amico a quattro zampe, appendendo cartelli e volantini, ma anche avvalendosi di appelli sul Web. Dopo quasi due anni di ricerche, però, la sorpresa: qualche giorno fa l’animale è apparso sull’uscio di casa, stanco e miagolante, probabilmente dopo un percorso di 140 chilometri per raggiungere la sua abitazione di Scandicci, vicino a Firenze.

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Negli scorsi giorni, gli esperti di comportamento felino hanno spiegato come non sia infrequente, soprattutto per gli esemplari maschi, assistere a simili imprese. I gatti sono infatti fortemente legati al loro luogo di origine, poiché territoriali, e possono sviluppare una sorta di senso sesto che permette loro di ritrovare la via dopo uno smarrimento. Quella di Ogghy, tuttavia, è stata un’impresa eccezionale nel suo genere, per uno dei tragitti più lunghi e faticosi registrati.

Purtroppo, così come riporta Il Sole 24 Ore, il gatto è purtroppo scomparso a pochi giorni dal ritorno a casa, spegnendosi sul suo sofà preferito. Secondo il quotidiano, il quadrupede potrebbe non aver retto le difficoltà incontrate lungo l’esteso percorso per ritrovare la sua famiglia.

12 gennaio 2017
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