Gatto: perché lecca e graffia in modo compulsivo

Il gatto ama pulirsi e lavarsi autonomamente, impiegando tempo e molta cura alla toelettatura quotidiana: non deve quindi sorprende questo genere di pratica, che richiede impegno e pazienza. Ma quando la leccata assume contorni ripetitivi e ossessivi, alternandosi con morsi e graffi, è bene sondare la motivazione che ha condotto verso questo comportamento. La ritualità del gesto cede il passo alla compulsività, trasformando una routine in una problematica che può arrecare danni al pelo e alla cute stessa di Fufi. Nel caso non si colga il quadrupede sul fatto, è possibile riconoscere alcuni segnali che dovrebbero far scattare un campanello d’allarme, ad esempio intere zone prive di pelo: strisce, macchie o ciuffi. Le femmine sono maggiormente propense a masticare, graffiare e leccare, ma come sempre è bene consultare il veterinario di fiducia che potrà sciogliere i dubbi in merito, suggerendo la soluzione e la cura migliore. Le cause possono essere tante, vediamo insieme le principali.

Stress

Lo stress, l’ansia e la noia giocano un pessimo ruolo nella quotidianità del felino, che potrebbe patirne la presenza spingendosi a grattare e mordere la pelle e il pelo. Un animale che vive dentro casa e pratica pochissima attività tende a dormire molto, oltre a mostrare insofferenza e noia. Una novità, un cambio di casa, l’ingresso di un nuovo animale o di un bambino, una malattia possono agire negativamente sull’equilibrio del gatto causando ansia e nervoso. Per ridurre la condizione di disagio è possibile introdurre piccole modifiche alla quotidianità del micio, come attenzione, cura, carezze, necessarie per farlo sentire più amato e accolto. Ma anche attività ludiche, giochi, corse in casa che lo aiutino a sfogare l’eccesso di stress, come piccole attività piacevoli che lo sostengano nel sopportare meglio la presenza di estranei. Ad esempio mini festicciole, cene con pochi presenti e magari l’aggiunta di un secondo gatto per annullare il senso di solitudine.

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Allergia

Gatto e prurito

Il gatto potrebbe mordersi e grattarsi perché vittima di qualche allergia, sia di tipo ambientale che alimentare, colpevole di produrre irritazione e secchezza cutanea, quindi prurito. Per migliorare il suo stato fisico è possibile variare il menu, offrendo una serie di varianti ai soliti pasti, aggiungendo o togliendo alimenti specifici su suggerimento del medico. Lo stesso potrà proporre l’aggiunta di integratori alimentari necessari a rinforzare il sistema immunitario del micio. Se l’allergia è di tipo ambientale è bene effettuare qualche test così da individuare la causa e offrendo un rimedio con prodotti ad hoc come creme, unguenti, medicinali, antistaminici ma solo e unicamente solo attraverso prescrizione veterinaria.

Sofferenza e dolore

Mordere e graffiare una specifica zona, in modo ripetitivo, potrebbe essere un messaggio e una richiesta da parte del gatto verso l’amico umano. Probabilmente Fufi prova dolore, soffre e cerca di spronare il proprietario verso una reazione che sia risolutiva, una cura che possa abbattere la sua condizione di disagio.

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Parassiti

Gatto che si gratta

Pulci, zecche, parassiti possono alterare il benessere del gatto di casa, spingendolo a leccarsi e mordersi in modo ossessivo. In particolare la parte inferiore della schiena che potrebbe presentare tagli, irritazione e croste, da mostrare al veterinario per una corretta diagnosi e conseguente cura. Per evitare che il gatto patisca la presenza di agenti infestati è bene proteggetelo con un valido antiparassitario, acquistato in un negozio per animali e su suggerimento del medico. Scegliete un elemento tematico e adatto al benessere di Fufi che possa ridurre così la presenza di pulci e zecche, fino ad eliminarle e bloccando il comportamento ossessivo.

Cute disidratata

Infine una cute arrossata, ferita, disidratata, secca conseguente a un’alimentazione sbagliata oppure alla stagione invernale può spingere il micio a auto-ferirsi e mordersi, così da eliminare la cute squamosa e il fastidio. Come sempre è indispensabile non improvvisare cure e rimedi ma rivolgersi al veterinario, l’unico e solo vero esperto in materia.

19 febbraio 2018
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